«Il Parco Pineta come le Cinque Terre, lo Stelvio e il Gran Paradiso»

Il presidente dell’area verde risponde ai proprietari dei terreni del Parco: «Ad oggi sono definiti solo i confini: dobbiamo decidere come rendere il bosco nuovamente redditizio»

«Tante bugie sul Parco Pineta non fanno bene a nessuno». Il presidente dell’ente Parco Pineta, Mario Clerici, risponde nel dettaglio alle osservazioni mosse dagli agricoltori e proprietari dei terreni dell’area verde, in merito alla definizione e costituzione dei confini del Parco Naturale della Pineta di Appiano Gentile e Tradate. Confini che vincolano ulteriormente l’area verde, secondo alti criteri di salvaguardia della natura. «Conosco e stimo sia Cornaggia che Castiglioni della associazione proprietari di boschi e fondi ma non posso esimermi dal replicare alle dichiarazioni apparse su alcuni organi di stampa – prosegue Clerici -. Si sostiene che nel parco sono presenti  un centinaio di agricoltori. È falso, gli agricoltori che operano sul nostro territorio sono una quarantina, a meno che non si vogliano considerare gli orti e i giardini di casa che per altro sono nella quasi totalità esclusi dal parco naturale. Discorso diverso per i ronchi e le vigne, tutelati negli usi e finalità dalla stessa legge istitutiva del parco vedi art.34 quater comma 1 lettera c».

 
«Al contrario di quanto affermato il parco naturale della pineta non è il più grande parco naturale della Lombardia – prosegue il presidente -, basti pensare al Parco del Ticino, tralasciando per decenza tutti i parchi montani che sono logicamente più grandi. Non è vero che nel parco naturale è vietato edificare; lo è nel bosco, ma lo è sempre stato. Il parco naturale è in larga misura composto da aree boscate, le aree agricole rimangono nel parco regionale dove comunque possono edificare solo gli agricoltori. Il fatto poi che i parchi naturali non dovrebbero essere percorribili mi sconforta; penso allo Stelvio, al Gran Paradiso, alle Cinque Terre, alle foto di  tutti i parchi naturali del mondo e vedo sentieri, mulattiere, strade e addirittura autostrade. Ma come si fa? Diciamo piuttosto che avere un parco naturale rende molto, molto più difficile realizzare nuove autostrade».

 
«Il concetto di naturalità lo lascio ai tecnici che hanno fatto le scelte, certo possono essere condivise o meno ma da loro sono state fatte – aggiunge Clerici -; dico però che se è come è parco naturale parte del parco Nord Milano il nostro non può che essere un santuario dell’Unesco. Non è vero che non ci sono stati momenti, ripetuti, di confronto e dialogo; ci siamo visti e spero continueremo a farlo più e più volte non è vero che le  istanze dei proprietari non sono state ascoltate: invito tutti a leggere il testo della norma istitutiva , a non fermarsi alla cartina dei confini. Ho disposto che venga riportato sul sito del parco www.parcopineta.org. Sul divieto di sorvolo non commento neppure. Malpensa è nel parco del Ticino. Passando al concreto e lasciando a margine inutili polemiche si apre ora la stagione delle regole. Ad oggi sono definiti solo i confini: dobbiamo decidere cosa e come coltivare il bosco, renderlo nuovamente redditizio, dando al bosco stesso la possibilità di rinnovarsi; è noto che le piante più sono giovani più assorbono la famigerata CO2 e migliorano aria e ambiente. Invito pertanto l’associazione proprietari e tutte le associazioni culturali, di categoria e ambientaliste a collaborare con idee e proposte attraverso un percorso il più possibile condiviso. Un ultimo passaggio va alla politica: io faccio politica, sono sì il presidente del Parco Pineta ma anche un militante della Lega Nord e cerco ogni giorno di fare anzitutto gli interessi di tutti i cittadini che vivono la nostra terra compresi i proprietari dei boschi e dei fondi».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 marzo 2008
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