Nodo ferroviario di Busto, raccordo X a un passo dal completamento

Lo scorso anno proprio la trincea del raccordo fu al centro del "caso" di via Gioberti, "isolata dal ferro" e infine sbloccata dalla nuova viabilità e da una stradina ciclopendonale

Il lavori per il raccordo X, che collega la linea FS/RFI in direzione Milano e quella dele Nord in direzione Novara/Malpensa, vedono finalmente il traguardo. Siamo vicinissimi al compimento di un’opera, parte del più ampio lavoro sullo snodo ferroviario di Busto Arsizio fra le linee Rho-Gallarate e Saronno-Novara/Malpensa, resa piuttosto complicata da una serie di fattori tecnici e politici. L’assessore comunale ai lavori pubblici Franco Girola, pur non essendo in grado di dare una tempistica precisa, conferma che fin qui i lavori «sono abbastanza in linea con i tempi previsti, se non sarà fine luglio sarà per metà agosto ma siamo lì» e dunque praticamente alla conclusione per questo specifico elemento. Quanto ai lavori di sistemazione della rete viaria locale, da "reinventare" completamente nel nuovo contesto, sono stati conclusi a giugno. Ancora un anno o poco meno di lavori invece per l’altro importante raccordo ferroviario, detto Y, che collegherà la linea Nord da Novara/Malpensa con quella FS/RFI verso Milano (Garibaldi o Centrale). Il suo completamento seguirà l’apertura definitiva del tunnel dell’interramento di Castellanza, opera che dovrebbe essere in servizio dalla prossima primavera. Stufi di essere tagliati in due dalla ferrovia, come Busto prima di loro, anche i castellanzesi avevano pensato bene di nasconderla… sotto l’Olona, se necessario. La mossa, tecnicamente riuscita sia pure in tempi abbastanza lunghi, è costata loro la stazione cittadina, che in futuro sarà sita al confine con Busto Arsizio, anzi sul suo territorio. Qualche ritardo, probabilmente di minima entità, potrà esserci per la nuova stazione, dopo il disastroso incidente del mese scorso, quando una trave in cemento crollò sui binari.

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Raccordo X, ormai ci siamo 4 di 7

Tornando al raccordo X, che nelle intenzioni dovrebbe comunque veder passare un traffico abbastanza modesto (ma è presto per dirlo con certezza), non è banale ricordare che si tratta di un’opera di fatto già esistente da molti decenni. Da quando negli anni Venti le Ferrovie dello Stato erano state spostate dal vecchio tracciato di viale Borri-viale della Gloria a quello attuale, il binarietto correva praticamente in piano attraverso il passaggio a livello di via Gioberti. Abbandonato definitivamente negli anni Settanta, il raccordo ha dovuto essere rifatto completamente, perchè nel frattempo le Nord erano state interrate con un intervento a sua volta lungo e costoso. Intervento che ha sì liberato Busto Arsizio dai passaggi a livello, ma ha anche lasciato una ferita urbanistica  che a quasi vent’anni di distanza permane non sanata.

L’aspetto tecnico per il raccordo X era complesso: di necessità, toccava scavare, perchè le ferrovie, "rigide" per definizione, non amano i toboga e men che mai le montagne russe. Scavare implicava che la trincea avrebbe segato in due la via Gioberti, stradina del rione Frati fin lì colta da caos solo le domeniche pomeriggio col rientro in massa dei tifosi dallo Speroni. I lavori nel 2007 inveitabilmente infastidirono i residenti, in gran parte anziani, causarono qua e là crepe, spararono sassi e pietrame; ma quel che è peggio, la via restava tagliata fuori dal mondo, stretta fra il raccordo, la linea ex Stato e le Nord. Cemento imprigionato dal ferro. E non bastavano i previsti e poi realizzati collegamenti stradali alle spalle, con un lungo giro dell’oca e il nuovo sottopasso per la via Ca’ Bianca: i residenti, soprattutto gli anziani, chiedevano di poter accedere a piedi alla vicina via Andrea Costa, verso il centro città, come avevano sempre fatto. Fu proposta dall’amministrazione una scalinata a scavalcare la nuova trincea del raccordo X: apriti cielo, fu la rivolta, non se ne parlava nemmeno, con persone anziane e in difficoltà. Fu solo dopo considerevole clamore e pubbliche proteste che l’uovo di Colombo fu trovato recandosi dritto all’ufficio di Raffaele Cattaneo, l’assessore regionale competente per le infrastrutture, e dunque per i lavori di questo livello. Novello Salomone, l’assessore insieme al Comune escogitò il valido compromesso di una viuzza ciclopedonale, una sorta di creuza ligure… alla bustocca, a fianco del raccordo: e l’agitazione si placò, per quanto una certa irritazione verso il Comune permanga tuttora. Fatti due passi sul posto per documentare fotograficamente la situazione attuale, infatti, chi ci viene incontro è un pensionato residente della via Gioberti: «Quando hanno fatto gli ultimi lavori il mese scorso là dietro» dice indicando verso lo svincolo stradale che collega da dietro il gruppo di case, «abbiamo incrociato le dita sperando che non ci chiudessero dentro anche da lì, non si sa mai…».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 luglio 2008
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