Baff, Gabriele Tosi a Venezia “a pesca di star”

Il presidente del festival cinematografico bustese stringe nuovi contatti e rinfresca quelli esistenti. Per ora nulla di certo, ma si tengono aperte tutte le porte

È su un vaporetto che troviamo Gabriele Tosi, presidente del BA Film Festival. Il patron del BAFF è infatti a Venezia in questi giorni: a pesca, letteralmente. Nel senso che nel vivacissimo calderone ribollente d’umanità varia e lustrini della Mostra del Cinema veneziana, Tosi è alla ricerca di contatti vecchi e nuovi con gli attori e i registi più noti nel mondo del cinema: un festival "di provincia", se si vuole, ma con tanta voglia di crescere, che si fa pubblicità in un tempio storico del cinema internazionale. "Vecchie glorie" ancora e sempre sulla breccia o star emergenti: l’importante è tenere aperte tutte le porte, perchè da qui alla prossima edizione del BAFF, all’inizio della primavera, potranno cambiare molte carte in tavola. «Nessuno ha ancora le agende di marzo, oggi» mette le mani avanti Tosi: ma l’importante, leggendo fra le righe della sua presenza, è farsi conoscere. Poi chissà.

La notizia odierna dell’arrivo dei fondi regionali per il cinema (45.000 euro) era attesa. Se i soldi bene o male ci sono per un festival come si deve, bisognerà procedere nei prossimi mesi a individuare un tema di fondo, una linea, e sulla base di questa procedere a «finalizzare i contatti giusti» come osserva Tosi, impegnato tra una passerella e l’altra. Fra i big nazionali presenti in questi giorni Tosi cita l’immancabile Tinto Brass («ma non sarebbe facilissimo vederlo al Baff per tutta una serie di ragioni…») e due vere icone di bellezza che hanno fatto la storia del cinema italiano come Stefania Sandrelli e Claudia Cardinale. Con la prima «siamo in contatto da tempo, si parla di una retrospettiva già da qualche anno» spiega il presidente del BAFF, che della seconda loda invece la grande disponibilità cortesia con tutti.

Fra le star del momento è invece assediata ventiquattr’ore su ventiquattro la bellissima Charlize Theron. Quanta strada dal celebre spot del Martini per la bionda sudafricana! A Venezia per presentare il film di Guillermo Arriaga "The burning plain" di cui è inteprete, l’attrice «è insieme avvicinabile e inavvicinabile» sospira Gabriele Tosi, nel senso che, spiega, personalmente è disponibile, ma risulta del tutto impossibile, circondata com’è da un nugolo fra bodyguard, fotografi, fan e e cacciatori d’autografi, starle accanto per più di un minuto. E visto che parliamo di sogni mostruosamente proibiti, perchè non parlare di chi lo è stata per milioni di uomini negli anni Ottanta, come Kim Basinger? L’indimenticata inteprete di "Mai dire mai", "Nove settimane e mezzo", "Ho sposato un’aliena" e "LA Confidential" intepreta nel film di Arriaga la madre di Charlize Theron (e ci si chiede chi possa essere cotanto marito e padre, a questo punto). E chissà mai che se la scorsa primavera si è riusciti a portare a Busto Arsizio una Faye Dunaway, una bionda star di Hollywood non tiri l’altra…

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 agosto 2008
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