Donne solidali contro la violenza e l’indifferenza

Voci, volti e immagini della femminilità e della mondialità ieri sera alla festa provinciale del PD

Una donna rifugiata, una suora, una fotografa e quattro giornaliste. Era tutto al femminile il tavolo dei relatori dell’interessante incontro che si è svolto ieri, venerdì 29 agosto, alla festa provinciale del PD alla Schiranna.

Tema della serata "Una città per le donne", ovvero volti, voci e immagini della femminilità e della mondialità, raccontati attraverso testimonianze drammatiche come quella di Kipi, una giovane donna fuggita dal suo paese – la Sierra Leone – devastato dalla violenza, che a Varese ha trovato accoglienza, un lavoro e una speranza per il suo futuro e per quello della sua bimba, che nei giorni della fuga portava in grembo.

Testimonianze accorate, come quella di Madre Augusta, che ha dedicato la propria vita a chi è nel bisogno e che è una figura di speranza per le ospiti della casa famiglia di via Bernardino Luini, ma anche per i tanti senza dimora che ogni giorno affollano la mensa dei poveri, o per i carcerati della Casa circondariale di Busto Arsizio. Testimonianze forti e appassionate, come quella di Isabel Lima, fotografa brasiliana che sta lavorando ad un importante progetto contro la violenza alle donne, con una mostra che presenterà proprio a Varese durante la festa di Varesenews. A "cucire" i loro racconti quattro giornaliste, Elena Botter, Chiara Milani, Elisa Polveroni e Patrizia Sirtori, che le hanno intervistate e guidate nel loro racconto.

Ad ascoltare e a dialogare con loro un pubblico attento e a tratti commosso, che attraverso il racconto di queste protagoniste ha potuto conoscere aspetti che a volte sfuggono della nostra città: il grande impegno di solidarietà dei volontari che lavorano con i rifugiati, con le donne vittime di violenza, con i più poveri; la realtà talvolta non visibile ma ben presente anche a Varese, di disagio giovanile, di nuovi poveri, di senza tetto.

"Situazioni – ha detto Madre Augusta – che ci fanno interrogare, che esigono risposte, problemi quotidiani che vanno affrontati in modo complesso, che richiederebbero per ciascuna situazione uno sforzo di comprensione e di accompagnamento". Il meraviglioso impegno dei volontari da solo non può bastare.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 agosto 2008
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