Esuberi Alitalia reimpiegati alle poste, demanio e catasto

Creata la "newco" Nuova Compagnia Italiana che rileverà marchio e attività di Alitalia. Torna in voga l'ipotesi di alleanza con AirFrance, mentre Lufthansa resta alla finestra. Per il commissariamento si fa il nome dell'ex ministro Fantozzi

È nata la Nuova Compagnia Italiana. Dopo mesi di parole, finalmente un fatto concreto nella difficile strada verso il salvataggio di Alitalia. Il “Piano Fenice”, progettato dal numero uno di Banca Intesa Corrado Passera sta prendendo corpo: la “newco” è stata costituita ieri, 26 agosto. Si tratta della società che rileverà il marchio e le attività della compagnia di bandiera italiana e la fonderà con la AirOne di Carlo Toto: capitale da un miliardo di euro, 16 soci tra i nomi più importanti dell’imprenditoria di casa nostra coordinati da Roberto Colaninno (gli altri che hanno sottoscritto quote, simboliche o meno, sono il gruppo Benetton attraverso Atlantia, il gruppo Aponte, Riva, il gruppo Fratini attraverso Fingen, i Ligresti con Fonsai, Equinox, Clessidra, il gruppo Toto, il gruppo Fossati attraverso Findim, Marcegaglia, Caltagirone Bellavista attraverso Acqua Marcia, il gruppo Gavio con Argo, Davide Maccagnani con Macca, Tronchetti Provera e la stessa Intesa Sanpaolo), esuberi ancora da quantificare e debiti “scaricati” ad un’altra società, una cosiddetta “bad company”. Mancano alcuni passaggi formali che dovrebbero essere definiti nelle prossime ore: i ministri di Economia, Trasporti e Sviluppo Economico sono al lavoro per trovare la quadratura del cerchio. Sembra che le alternative siano due: o una modifica della legge Marzano, con commissariamento di Alitalia (circola il nome dell’ex ministro Fantozzi) e conseguente divisione della nuova società in una parte “buona” e una “cattiva” con successivo affidamento alla nuova società della prima e fallimento guidato della seconda; oppure lasciare al consiglio di amministrazione di Alitalia la facoltà di dividere la società, con la parte “cattiva” (all’interno della quale dovrebbe rimanere la richiesta di risarcimento danni da 1,25 miliardi di euro avanzata nei confronti di Sea) che passerebbe in capo a Fintecna, società del Tesoro che provvederebbe alla liquidazione. I problemi vengono soprattutto dall’Unione Europea, che potrebbe mettersi di traverso sollevando l’eccezione degli aiuti di Stato; e ancora modificare la legge Marzano non sembra un passaggio facile nè scontato, dato che la legge salva imprese andrebbe allargata anche alle società come Alitalia, tecnicamente fallita e senza crediti; infine, scoglio che ancora resta nell’ombra ma che si paleserà a brevissimo termine, l’amaro boccone degli esuberi: 5, 6 o 7 mila, i sindacati dei trasporti e dei piloti per il momento osservano e aspettano, ma sarà un settembre di passione stando alle prime dichiarazioni, attendiste ma ferme nel negare riduzioni di stipendi o eccessivi ridimensionamenti; infine gli azionisti, le associazioni dei consumatori e i creditori, i più colpiti dalle novità, che potrebbero avanzare ricorsi contro le decisioni che riguardano Alitalia. La politica intanto si muove: critico il Pd, la Lega per bocca del senatore Fabio Rizzi intima: «La nuova società speriamo che sia una società vera ed efficiente, che possa risanare la compagnia. La nuova società deve tener conto della reale legge di mercato che vede il traffico prevalentemente su Malpensa». Dal governo intanto arrivano assicurazioni: i lavoratori in esubero saranno dirottati a Poste, Demanio e Catasto.

Venerdì 29 agosto il cda di Alitalia si riunirà per valutare la situazione dei conti (si parla di 400 milioni di rosso): dovrebbe essere nominato nelle ore successive il commissario straordinario e poi ci sarebbe la presentazione del piano della “newco”. Altro passaggio fondamentale sarà quello delle alleanze: per avere un ruolo nel panorama del volo nazionale, ma soprattutto europeo, è necessario avere un partner internazionale di valore. Per questo sono aperti i contatti con AirFance-Klm (dopo il gran rifiuto post-Prodi sarebbe una vera sorpresa) e Lufthansa. Cambieranno tante altre cose, a partire dalla flotta, che sarà completamente (o quasi) rinnovata con la dismissione di Md80 e Boeing 737 di Alitalia e il ridimensionamento della flotta decisamente più giovane di AirOne. Dalle indiscrezioni sembra che la nuova Alitalia rinuncerà anche ad avere hub, con parziale declassamento di Fiumicino e ritorno altrettanto parziale a Malpensa del traffico point to point e di alcune rotte intercontinentali per gli Usa, Buenos Aires, Caracas, mentre per la Cina non ci sarebbero novità

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 agosto 2008
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