“Il Bosco di città è stato dimenticato?”

I comunisti italiani attaccano l'amministrazione comunale accusata di aver fatto promesse, ma non riuscire a mantenerle

Riceviamo e pubblichiamo

 

L’amministrazione comunale di centrodestra nel 2007 ha approvato il nuovo strumento urbanistico (PGT) del nostro Comune.

Da quel momento la situazione urbanistica a Cassano è andata degradando ed ora siamo prossimi al suo “collasso”.

I Comunisti Italiani possono ben dire di aver visto giusto quando, manifestando la loro  contrarietà, sostenevano che il PGT prevedeva un’edificazione maggiore di quella necessaria,  incompatibile con l’ambiente e portatrice di diffusi interessi delle società immobiliari.

Nonostante il PRG prevedesse l’insediamento a Cassano di ben 27.000 abitanti, a volumi quasi interamente realizzati, la popolazione risultava pari a circa 21.000 abitanti.

Non si trovavano più terreni edificabili e, ciò nonostante, si approvavano e attuavano nuovi interventi edificatori (in deroga) in aree libere per le quali lo strumento urbanistico (PRG) non prevedeva  alcuna possibilità edificatoria.

Tale situazione era conseguente alla scelta politica, effettuata dalla maggioranza del Consiglio Comunale di Cassano Magnago, volta all’abbandono di una qualsiasi forma di promozione e sostegno all’edilizia residenziale pubblica attuato sin dal 1993 allorquando la Lega Lombarda assunse la direzione politica e gestionale del nostro Comune.

L’edificazione è ricominciata, si consuma il poco territorio libero rimasto, per occupare quelle aree libere esterne (ma anche quelle interne) al Centro Urbano così come si era consolidato nel tempo.

Se Cassano Magnago negli ultimi anni ha già cambiato volto, nel prossimo futuro diventerà anche invivibile.

Oggi, alla nostra iniziale presa di posizione si aggiunge l’accorato appello d’altri (manifestato anche sulla stampa locale), che invita ad effettuare un reale censimento delle esigenze abitative attuali alfine d’evitare la costruzione di un numero di abitazioni superiore a quello necessario.

I Comunisti Italiani, in continuità con le posizioni già espresse in passato, non possono che condividere tale appello che evidenzia come, negli ultimi anni, si sia incrementata la possibilità di trovare un alloggio in affitto il quale però viene concesso, qualunque sia l’opzione scelta, ad un canone d’affitto mensile molto alto e spesso economicamente insostenibile.

La scelta, che oggi è necessario affrontare con urgenza in quanto non eludibile è quella che, nel prossimo autunno, l’Amministrazione comunale dovrà inevitabilmente porre in essere: l’approvazione del Piano Cimiteriale.

In quella occasione vi sarà da decidere del destino, delle dimensioni, della collocazione e delle modalità di realizzazione del “famoso” Bosco di Città (annunciato da ormai cinque anni ma mai realizzato) così come dell’ampiezza e della conformazione della Fascia di Rispetto Cimiteriale.

Se tale orientamento fosse confermato si dovrà ricorrere alla riduzione della profondità della Fascia di Rispetto Cimiteriale, così come prescritto dalla normativa vigente relativa alla realizzazione delle opere pubbliche in prossimità dei cimiteri.

L’identificazione della Fascia di Rispetto Cimiteriale risale, infatti, al 1958;  anno in cui il Prefetto concesse una riduzione della profondità della medesima fascia (da 200 a 80 metri) limitatamente al lato est dell’allora impianto cimiteriale.

Tale opportunità (introduzione di nuova previsione edificatoria) si potrebbe ottenere anche  tramite la realizzazione di un’opera pubblica quale è il Bosco di Città.

Infatti, se lo stesso venisse previsto entro la Fascia di Rispetto Cimiteriale e collocato limitatamente ad una zona centrale della medesima fascia, lasciando inalterata la profondità minima di metri 50 dal perimetro del cimitero prevista dalla Legge, ma non interessando l’intera profondità dell’attuale (?) e restante Fascia di Rispetto Cimiteriale, dovendosi procedere per la realizzazione di tale opera pubblica necessariamente alla riduzione della Fascia di Rispetto Cimiteriale si verrebbe a creare una vasta area (o più di una) esterna a quella interessata

dall’opera pubblica (Bosco di Città) che non potrà mantenere la destinazione attuale (rispetto

cimiteriale) ma potrà, al pari di altre, essere edificata.   

Noi vogliamo che la scelta sia conseguente ad un ampio dibattito con i cittadini e le associazioni  e quindi da svilupparsi anche “fuori dalle sedi istituzionali”.

I Comunisti Italiani per questo, preannunciando un’iniziativa pubblica sull’argomento da tenersi nell’immediato futuro (mese di settembre), chiedono di condividere il lavoro di analisi, il recupero e la valutazione dei singoli atti, la eventuale proposta alternativa da presentare all’Amministrazione Comunale con tutte le forze politiche d’opposizione, con le associazioni (ma non solo), coi professionisti e con tutti quei cittadini sensibili al problema ed a quanti non vogliono credere e vedere, nel nome del “sacro mattone”, alienata parte di un’area non ancora edificata che si colloca al centro della Città: l’unica di quelle dimensioni ed in una posizione così importante e strategica.

Sostanzialmente “un invito aperto” per “una iniziativa aperta” rivolta a quanti non sono più disposti ad accettare passivamente “stando al chiuso” le scelte urbanistiche di questa Amministrazione Comunale  ….  “un’esperienza COMUNE che potrebbe portare molto lontano”.

 

Partito dei Comunisti Italiani

 

22 agosto ’08  Cassano Magnago

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 agosto 2008
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