Il ruolo di Somma Lombardo nel futuro di Malpensa

Il sindaco Guido Colombo presenta idee e proposte in previsione degli incontri di settembre

Si avvicina la prima settimana di settembre, densa di importanti appuntamenti per quanto riguarda l’aeroporto di Malpensa e le sue future ricadute sul territorio.

E, in attesa della presentazione del nuovo piano regolatore e della Commissione Aeroportuale per il rumore, incontri in programma rispettivamente 8 e il 10 settembre, il sindaco di Somma Lombardo Guido Colombo riassume la sua posizione in merito al delicato argomento. 

«Malpensa – commenta Colombo – è un grande progetto italiano, ma, nello stesso tempo, rappresenta in un certo senso la metafora della nostra incapacità di fare sistema, dello scollamento della politica, del dualismo aeroportuale, del proliferare degli aeroporti di campanile, dell’incapacità anche dei Comuni della brughiera di essere attori e del ritardo dei collegamenti viabilistici. Credo sia fondamentale oggi più che mai fare tesoro dell’esperienza che i Comuni del Consorzio Urbanistico Volontario hanno sinora maturato in problematiche come quelle della delocalizzazione, del monitoraggio ambientale e nelle attività di mitigazione, portando al tavolo di confronto la conoscenza di ciò che le municipalità europee hanno ottenuto di positivo nel dialogo con il loro aeroporto».  

E sui vari argomenti, il sindaco di Somma Lombardo fa le sue proposte, basate sull’esperienza maturata in questi anni. A partire dall’ipotesi della realizzazione della terza pista: «Una questione che è nei fatti, ma sulla quale occorre mantenere nel dibattito il senso delle proporzioni e anche un po’ di calma – spiega Colombo -: ritengo che in questo modo si possano sfruttare tutte le occasioni per avviare qualche buona e utile riflessione per il territorio e l’ambiente. Essere sempre e solamente contro è più semplice che governare vecchie e nuove difficoltà. Io credo invece che non bisogna scansare i contrasti, né cedere in quelli che non possiamo evitare: la realtà ci porta piuttosto a decidere e a mediare. Per quanto riguarda, nello specifico, la terza pista, la mia tesi è che la “buona Politica”, quella con la P maiuscola, deve riuscire a coniugare l’interesse nazionale che c’è su Malpensa con le ragioni della comunità dell’intorno aeroportuale». 

A proposito degli interventi a favore dell’ambiente, Colombo cita l’esempio della mappa acustica. «Negli aeroporti europei – spiega – i voli aumentano, il numero dei passeggeri anche, ma calano l’ampiezza della superficie, i chilometri quadrati interessati e la popolazione impattata. Lo si fa cambiando la tipologia della flotta operante. Questo è uno dei traguardi essenziali per poter pianificare una riduzione dell’impatto acustico dello scalo: una politica che si associa a restrizioni operative e tassazione differenziata per gli aeromobili di seconda e terza generazione. Aggiungiamo a questo la tassa ambientale, che è poi un’imposta ecologica già attiva a Schipol – parliamo di 11,25 euro per i collegamenti europei e di 45 euro per quelli intercontinentali -, che serve per fronteggiare le spese per la qualità ambientale. Infine, la “Quota Count”, da concordare con il Comuni dell’intorno aeroportuale, per i voli notturni, con lo scopo di incentivare l’utilizzo di aerei più silenziosi e per individuare i limiti di peso assoggettabili al decollo». 

Infine, un passaggio sulla riqualificazione delle aree delocalizzate. «Nel nostro Pgt – conclude il sindaco di Somma Lombardo – abbiamo trasformato gli obiettivi in azioni e la frazione di Case Nuove diventa l’aggancio territoriale all’infrastruttura aeroportuale , la tessera del puzzle che si incastra tra le aerostazioni, terminal civile che rilancia verso la nostra Provincia e nel contempo assorbe attività, persone, cose e investimenti, in alternativa ai terminal aeroportuali che hanno come unica direzione il Comune di Milano. Noi siamo convinti che è un’area che può mettere in moto circoli virtuosi di sviluppo e di innovazione utilizzando l’approccio delle tre T: Tecnologia, Talento e Tolleranza».

Non un luogo, insomma, dove si concentrino solo attività e impianti legati all’aeroporto, ma luogo per l’insediamento di forme evolute di innovazione produttiva basate sulla conoscenza,  «come un distretto tecnologico – chiarisce Colombo -, un parco produttivo, un Malpensa high-tech gestito da una partnership pubblico-privato anche per recuperare l’ingente somma pubblica investita, un luogo non isolato, non chiuso, ma qualcosa come un framework che possa creare processi diffusi di sviluppo in tutto il circondario aeroportuale». 

L’obiettivo a cui Somma Lombardo tende è, nelle convinzioni del sindaco sommese, diventare terminal territoriale della Provincia di Varese, basandosi su un progetto urbanistico chiaro e gestito con Regione, Provincia e Comuni delocalizzati. «Il mondo di oggi – conclude  Colombo – è attraversato da fortissimi trend economici e sociali che impattano in modo trasversale su molteplici realtà territoriali e governare il territorio significa anche osare qualche cosa di nuovo per costruire politiche produttive in grado di qualificare il lavoro come fattore di emancipazione, sinonimo di libertà e premessa alla proprietà e alla ricchezza».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 agosto 2008
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