Le Fiamme Gialle chiudono “la baia dei pirati”

A distanza di pochi giorni dal sequestro del sito “Colombo-bt”, famoso portale italiano della pirateria, il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bergamo ha inibito l’accesso dall’Italia anche al sito svedese “The Pirate Bay”, il più celebre e vasto supermercato mondiale del falso multimediale in rete.
L’operazione, in esecuzione di un provvedimento emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Bergamo e trasmesso a tutti i provider italiani, è stata condotta nell’ambito di indagini rivolte alla repressione dello scambio via internet di file contenenti opere tutelate dal diritto d’autore, pratica che costituisce una grave turbativa del mercato legale e che fa venir meno rilevanti introiti per l’Erario.
4 persone di nazionalità svedese, individuate quali gestori del sito estero, sono state iscritte sul registro degli indagati per violazione alla normativa italiana sul diritto d’autore.
IL FUNZIONAMENTO DEL SITO INTERNET
In sostanza, il sito inibito ha lo stesso funzionamento di quello sequestrato pochi giorni fa, rendendo estremamente semplice scaricare musica e film dal web. Attraverso un motore di ricerca interno, denominato tracker, è infatti possibile localizzare le opere di interesse. I file di queste vengono posti a disposizione da varie persone (c.d. seeders – seminatori), attraverso la loro condivisione sulla rete. Coloro che sono interessati ad averli (i c.d. leechers – sanguisughe) possono quindi scaricarli sul proprio personal computer.
Questa operazione può avvenire in un’unica soluzione ovvero “a pezzi”, provenienti anche da fonti diverse contemporaneamente. In tale ultimo caso il download è notevolmente più veloce ed un apposito software ricompone le parti nel prodotto intero, che può essere a sua volta messo a disposizione di altri utenti collegati.

In pratica ogni persona interessata attraverso il sito ha accesso ad un database online suddiviso per aree tematiche (musica, film, software, videogiochi), da cui attingere con estrema facilità, scaricando opere musicali in formato MP3 della discografia internazionale ed italiana, film di recentissima programmazione, costosi programmi informatici e videogiochi.

LE INDAGINI
Le indagini, coordinate dal Dott. Giancarlo Mancusi – Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Bergamo – ed originate da una denuncia presentata dalla Federazione contro la Pirateria Musicale di Milano, hanno portato alla inibizione dell’accesso da parte degli utenti italiani al sito web svedese, divenuto un vero e proprio punto di riferimento mondiale per coloro che sono dediti a queste pratiche illegali.

Le indagini svolte hanno infatti evidenziato che la funzione della “Baia dei Pirati” è strumentale alla consumazione dello scambio di files al di fuori delle fonti messe a disposizione dai detentori del diritto d’autore e comunque fuori dagli ordinari e leciti circuiti commerciali dei beni oggetto di proprietà intellettuale.

Dal 2004 ad oggi la popolarità del sito è andata progressivamente aumentando. I dati statistici disponibili on line evidenziano che “The Pirate Bay” è attualmente uno dei 100 siti web più visti al mondo, con circa 20 milioni di visitatori al mese.
La celebrità della “Baia dei Pirati” è testimoniata inoltre dal fatto che i suoi contenuti sono tradotti in 13 lingue, tra cui l’italiano e proprio dall’Italia proveniva oltre il 2 per cento dei contatti, ovvero circa 450.000 visite al mese.

L’attività del sito genera copiosi profitti attraverso la presenza di banner pubblicitari (riquadri contenenti immagini, animazioni e suoni funzionali alla pubblicizzazione di prodotti e servizi che consentono di accedere ai siti dei produttori o fornitori) ospitati sulle pagine web della “Baia dei Pirati”.
Da qualche giorno, tuttavia, almeno dal nostro Paese l’accesso al sito web non è più consentito.
Le indagini sono attualmente rivolte alla compiuta definizione delle responsabilità ascrivibili agli indagati nonché all’individuazione di ulteriori soggetti residenti in Italia che abbiano posto in essere condotte penalmente rilevanti, con particolare riferimento alla illecita condivisione di opere tutelate dal diritto d’autore.

Notizia presa da Bergamonews (www.bergamonews.it)

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 agosto 2008
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