“Meglio AirFrance – KLM che un’assurda cordata”

La posizione dell’Associazione artigiani della Provincia di Varese sulle vicende Malpensa-Alitalia. Chiedono alla politica di decidere e in particolare all’ex presidente della provincia Marco Reguzzoni

Riceviamo e pubblichiamo la posizione dell’assoziazione Artigiani della Provincia di Varese attinente la questione Malpensa – Alitalia.

Non vorremmo farlo, ma alla fine quel prurito è inarrestabile. E allora basta: lo avevamo detto. Anzi, lo avevamo scritto mesi fa. Meglio AirFrance e KLM che l’idea assurda di approntare due società per la salvezza della compagnia di bandiera. Se si vuole un fallimento si è sulla strada giusta. Una domanda: i nostri politici dove sono?
La KLM non è la KTM
Il terreno accidentato di Alitalia non faceva per lei, e così la KLM, che al contrario del KTM si trova in difficoltà tra le dune e le agili manovre del cross, se n’è andata. Fateci capire e spiegateci il perché il progetto KLM è fallito – o è stato fatto fallire – e non è mai stato reso pubblico il Piano Industriale definito, ai tempi, tra Alitalia e la società olandese.
Mengozzi e la politica “domestica”
Chiuso con la KLM si corre da AirFrance e il cacciatore di teste Mengozzi si mette al lavoro. Nel 2001 si è già a buon punto e le due parti sembrano avvicinarsi ad un’intesa. Poi il Governo blocca tutto e prende il via una gestione prettamente “domestica”. Perché?Meglio i cavalli agli aerei
Ma come: la situazione peggiora, siamo alla canna del gas, non si sa come uscire dal sacco e nel 2005 un’Alitalia ormai ridotta a pezzi – ma, notizia dal Il Sole 24Ore, capace di spendere palate di euro per ristrutturare il suo sito internet – sponsorizza il concorso di equitazione Piazza di Siena. Diceva la canzoncina: “Chi ha tanti soldi vive bene, perché…”.
“Bad company”, good-business
Si era pensato anche a questo: proporre per Alitalia il modello utilizzato per risolvere la privatizzazione della ex-Finsider. I debiti si potrebbero cartolarizzare attraverso una “bad company” e dare vita ad una newco per riportare progressivamente ad efficienza Alitalia con il coinvolgimento di capitalisti italiani. E i capitalisti – non era un a boutade, quella di Berlusconi – ci sono. Ma quanto costerà, ai cittadini italiani, il “regalo” finanziario della cordata? Si attendono risposte: vere.
Gli aeroporti, in Italia, non saranno troppi?
Contateli sulle dita di una mano: non vi basteranno. Per “eliminare” Malpensa dal circuito degli hub l’hanno sommersa di scali: nel Nord Italia, tra Milano, Torino, Genova e Venezia, c’è un aeroporto ogni 40 chilometri. E a nessuno di questi è stato dato un obiettivo, una missione, un compito particolare. Scali d’affari, turistici o altro, non si sa. Fritto misto, con la classe dirigente lombarda che non sa spiegarci come ha gestito questa situazione. Non è che la borghesia milanese…ami troppo Linate?
I dubbi sono come le formiche: non riesci ad ammazzarli tutti!
E’ arrivata anche Lufthansa: evviva! Si è lanciata l’idea di aprire palazzi, uffici, banche e alberghi tutt’intorno a Malpensa e ridisegnare il territorio secondo il modello olandese dell’Airport city. Non a caso la squadra di Schiphol, gestore dello scalo di Amsterdam, è atterrata tempo fa sul territorio di Malpensa. Dopo Francoforte, Monaco e Zurigo ci apprestiamo a trasformarci nel quarto Airport City di Lufthansa? Evviva la Baviera, perché questa volta, anche per noi, la tentazione di percorrere tale strada è forte. Expo 2015…sognando il successo di Siviglia
Alitalia e la Lombardia le sogniamo così: decise, pronte, fantasiose, capaci di pianificare e gestire un evento che aprirà le nostre porte al mondo. Vogliamo politici-amministratori che, per una volta, ci dicano in anticipo sulle scadenze come realizzare il nostro sogno: “E’ tutto a posto: l’Europa sarà fiera di noi”. E Formigoni dice: . Come dire: senza Malpensa non sarà una vera rinascita per…Alitalia.

Associazione Artigiani della Provincia di Varese

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 agosto 2008
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