Nuovo look per lo stadio Franco Ossola

Nuovi spazi pubblicitari e razionalizzazione dei vari settori che dovrebbero attirare investimenti e spettatori. Il progetto è di una società bresciana che ha curato l'immagine pubblicitaria per squadre di serie A, ma anche nel basket e nel volley. Il presidente Rosati: «Ora gli amici del Varese facciano la loro parte»

Dalle parole ai fatti. Lo stadio Franco Ossola di Varese (cliccare sull’immagine per ingrandirla) avrà un nuovo look. Il progetto è stato affidato dal Varese1910 alla bresciana Italtelo, società leader nel settore della pubblicità nei grandi impianti sportivi, che in precedenza aveva fatto progetti per alcune squadre blasonate di serie A, ma anche progetti di successo nel volley e nel basket. Il nuovo look parte da uno studio analitico delle caratteristiche del pubblico che frequenta lo stadio di Varese e soprattutto dalla razionalizzazione degli spazi pubblicitari con delle innovazioni (almeno per Varese) per attirare nuove risorse.  Come, ad esempio, i 100 metri di rotor  (espositore multiface a banner rotanti pensato per implementare gli spazi pubblicitari a bordocampo), o i mega flag nella curva sinistra. 
Insomma, il nuovo progetto unisce il bello al redditizio, come spiega il presidente del Varese1910 Antonio Rosati (foto a lato): «Abbellire il Franco Ossola non è semplice, è come mettere un vestito di Valentino su una modella brutta. Ma i cambiamenti che stiamo facendo hanno l’obiettivo di attirare nuove risorse e si potranno riutilizzare anche nel caso che si costruisca un nuovo stadio in un altro luogo. Mi sono affidato ai leader del settore, che per amicizia e conoscenza mi hanno seguito in questa mia impresa».

Alla Italtelo andrà il 50 per cento circa degli introiti pubblicitari. Rosati spera che questo passo avvicini alla squadra sia la gente che gli investitori e inneschi un meccanismo virtuoso nel calcio varesino. «Io intorno alla società voglio creare una lobbie trasparente di imprenditori, perché la serie C è un mondo a parte rispetto alla A o alla B. Qui non investiranno mai le grandi multinazionali, ma è importante che lo facciano gli imprenditori che operano sul territorio perché il 90 per cento del loro business ha una ricaduta importante nella provincia e qui possono trovare il loro sviluppo».

La rete di conoscenze e di rapporti all’interno di una società di calcio è dunque la Ieva che, secondo Rosati, potrebbe attrarre nuove risorse. Non sono però tutte rose e fiori, soprattutto per uno che aveva tra i suoi progetti l’acquisto dello Spezia che ha già tremila abbonati per la nuova stagione. «Sto aspettando ancora gli amici del Varese, ma ho fiducia. È importante che la gente ritorni allo stadio e si abboni, che creda in questa nuova impresa sportiva. Io ho scelto la via del fare, piuttosto che le parole, e lo stadio  è uno dei tasselli importanti, dopo aver costruito con grande anticipo una squadra che ha già fatto vedere buone cose. Ora occorre che il pubblico del Varese faccia la sua parte».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 agosto 2008
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