Pd, tagli ai fondi per i progettisti comunali: è un errore

La nuova norma che sta studiando il governo, dicono Belli e Mirabelli, taglia invece gli incentivi che vengono erogati ai progettisti delle amministrazioni pubbliche

E’ una inutile correzione sprecona, quella che il governo vorrebbe fare con un disegno di legge, modificando le norme sugli appalti negli enti locali. Lo sostengono Fabrizio Mirabelli e Giorgio Belli del Pd, che in una conferenza stampa hanno chiarito la posizione del partito. Secondo i due esponenti di centrosinistra, le norma farebbero tornare indetro gli enti locali a prima del 19954, quando gli appalti erano gestiti senza un controllo stringente dell’amministrazione pubblica.
La legge Merloni, invece, mette l’accento su progetto, responsabile unico del procedimento, e uffici tecnici. In sostanza, dà ai funzionari comunali una grande responsabilità sui lavori e sui tempi, rendendo in questo modo semplice chiarire le responsabilità operative.
La nuova norma che sta studiando il governo, dicono Belli e Mirabelli, taglia invece gli incentivi che vengono erogati ai progettisti delle amministrazioni pubbliche, con il risultato che nessuno vorrà prendersi responsabilità civili e penali e fronte di pochi spiccioli, obbligando in questo modo i comuni a ricorrere più frequentemente a consulenti esteri, che saranno pagati a prezzi di mercato, facendo spendere di più i comuni, che dovranno chiedere più tasse ai cittadini. All’atto pratico, i due esponenti del Pd, fanno questo esempio. Su un lavoro da 100mila euro, il compenso ai progettisti, passerà dall1,5 per cento allo 0,5 per cento.  Vuole dire che percepiranno 500 euro. Ma, in genere,  i comuni mettono una equipe che può essere anche di 4 persone, a compiere questi lavori. Risultato: 125 euro lordi a testa, con tasse del 47% che alla fine lasciano a ogni funzionario 66,25 euro a testa. E questo non aiuterà i comuni, ma i consulenti esterni.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 agosto 2008
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