«Pedemontana non sia una scusa per creare nuove cave»

Il Partito Democratico del Seprio si scaglia contro il piano cave della Provincia di Como che prevede l’estrazione di 8 milioni di metri cubi di inerti nell’area di Mozzate

«No al piano cave nel mozzatese». L’allarme arriva direttamente dal Partito Democratico del Seprio che, dopo un iter durato diversi mesi con le osservazioni al piano di diversi comuni dell’area comasca della Varesina (tra cui Mozzate e Locate Varesino), prende posizione sulla soluzione adottata dalla Provincia di Como nel consiglio provinciale dello scorso luglio. Soluzione che prevede l’estrazione di circa 8 milioni di metri cubi di inerti in dieci anni dalle cave del mozzatese.

«Si tratta di una zona di territorio che è già stata fortemente sfruttata nel passato per la cavazione di inerti e per la realizzazione di discariche – spiegano Roberto Terzaghi, portavoce del Pd -. In particolare a Mozzate sono state create 4 cave poi tutte trasformate in discariche di rifiuti solidi urbani, di cui una ancora in uso mentre le prime tre attendono di essere bonificate/riqualificate. A Locate Varesino esiste una cava poi diventata discarica che anche essa attende di essere bonificata/riqualificata».

«Esiste una Accordo di programma (noto come Franchi/Selva) firmato il 1 Giugno 1998 dagli allora sindaco di Mozzate Laura Franchi, presidente della provincia di Como Armando Selva e presidente della provincia di Varese Massimo Ferrario, il quale esclude categoricamente l’ampliamento e la apertura di nuovi poli estrattivi nonchè la realizzazione di nuove discariche nel territorio del mozzatese, in considerazione del forte impatto ambientale cui negli anni è stato sottoposto – prosegue Terzaghi -. Fintanto dunque che tale accordo rimane valido non è possibile pensare alla apertura di nuove cave, e se si vuole modificare tale Accordo devono esserci delle valide ragioni o novità positive per l’ambiente, che in realtà non esistono. L’argomentazione utilizzata nel documento approvato dal consiglio provinciale che vedrebbe la realizzazione della Pedemontana come l’elemento di novità non è in alcun modo ragionevole, in quanto tale intervento va ad aggravare la situazione ambientale e pertanto le premesse dell’accordo di programma si rafforzano; inoltre la strada Pedemontana insisterà solo sul territorio di Mozzate, per cui adoperare questo argomento anche per Locate Varesino è chiaramente pretestuoso. Allo stesso modo anche la ventilata idea di dovere estrarre materiale utile ai cantieri di EXPO 2015 risulta essere una motivazione inadeguata: pur tralasciando il paradosso per cui per realizzare un evento imperniato sul tema dell’ambiente sia necessario infierire proprio su un ambiente già lungamente maltrattato, va osservato che nella parte meridionale della Lombardia esistono zone scarsamente abitate dove eventualmente potere attingere con minore impatto».

Terzaghi spiega chiaramente che il Pd non è contro la realizzazione di Pedemontana, ma si chiede di non andare ad infierire ulteriormente con delle nuove cave sugli stessi terreni. «Considerando che il piano provinciale andrà a comporre un più complessivo piano regionale – conclude il Portavoce -, l’approccio utilizzato fin qui presenta dei palesi limiti. Riteniamo poco sostenibile la argomentazione secondo la quale il territorio del mozzatese va preferito rispetto ad altri per ragioni di qualità e quantità giacimentologiche. Se questo è vero tale condizione va unicamente a vantaggio delle società cavatrici, che potrebbero cavare a costi bassi quantità di sabbia e ghiaia che altrove richiederebbero processi più complessi e quindi onerosi. Sarebbe invece più corretto distribuire i siti di cavazione uniformemente sul territorio e quindi con dimensioni più ragionevolemente piccole e più facilmente recuperabili dal punto di vista ambientale. Nonostante quanto previsto dalla legge regionale N° 14 del 1998, le tre cave poi diventate discariche e oggi esaurite di Mozzate, nonchè quella di Locate Varesino non sono mai state recuperate. Di fronte a queste gravi mancanze risulta oggi difficile potere accettare la creazione di nuove aree estrattive».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 agosto 2008
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