Porfidio insiste: “L’autosilo non regge economicamente, lo dice la LIUC”

Il consigliere non demorde neppure sotto ferie dopo l'approvazione dell'intervento in piazza Vittorio Emanuele II. "Migliaia di posti in autosili intorno al centro solo con i progetti fin qui annunciati"

«L’intervento sul centro storico di Busto Arsizio rischia di creare, oltre al buco fisico in piazza Vittorio Emanuele, anche uno finanziario». A ribadirlo è Audio Porfidio, arcinemico "storico" del costruendo autosilo che farà sloggiare il monumento ai Caduti. A supporto della sua affermazione il consigliere comunale de La Voce della Città cita uno studio del CerST (centro ricerche sullo sviluppo terriotriale) della Libera Università Cattaneo  – LIUC di Castellanza, che avanzava dubbi sulla redditività dell’operazione. Porfidio, sempre critico, non demorde: «Anche il fatto di aver sbandierato il nuovo progetto per l’area delle Nord alla fine non fa che coprire la questione di piazza Vittorio Emanuele» commenta acido. «La questione è un’altra: che con tutte le pianificazioni di parcheggi che si sono sentite ultimamente, molte delle quali tra l’altro avevamo a suo tempo proposto invano, e culminate con la notizia di due autosili nel progetto delle Nord, arriveremmo ad averne per qualcosa come 4000 posti auto a corona intorno a tutto il centro… Più auto che abitanti, quasi. Mi dicano ancora che è indispensabile farlo proprio sotto la piazza un autosilo».

Lo studio del CerST citato da Porfidio è stato compiuto tra aprile e giugno scorsi e sottoposti con altri documenti ai consiglieri comunali in vista dell’approvazione dell’intervento, avvenuta il 26 luglio scorso. La valutazione riguardava la conformità tecnica ed economica dei progetti preliminari della riqualificazione urbanistica dell’area (e qui non risultava nulla di anomalo) e "la fattibilità economica e finanziaria connessa alla parte relativa al 57% della realizzazione dell’autorimessa prevista nel programma integrato di intervento". La sentenza del CerST non era positiva: "Si ritiene che da un lato l’opera, vista la negatività finanziaria riscontrata dall’attualizzazione dei flussi di cassa, non sia sostenibile dal punto di vista finanziario dalla Soceba SpA se non dopo espresso avvallo della medesima di riconoscibilità del dato stesso. Dall’altro si ritiene, viste la variabili assunte da Soceba SpA nella determinazione dei ricavi e dei costi derivanti dalla realizzazione e gestione del parcheggio, di prevedere nella convenzione tra Soceba Spa e Comune di Busto Arsizio l’opportunità di rivedere la stessa al fine di allineare i costi reali sostenuti da Soceba SpA mediante presentazione delle fatture relative al costo di realizzazione e al costo di gestione e ricavi ottenuti nel primo quinquennio, con il piano finanziario attualmente ipotizzato. A fronte dell’eventuale riallineamento tra previsioni, reali costi sostenuti e i ricavi ottenuti, sarà necessario rivedere sia il piano tariffario sia il periodo di gestione al fine di garantire la continuità nella gestione (…)l’eventuale profitto raggiunto da Soceba SpA nella gestione dell’opera".
Insomma, dalla LIUC veniva quantomeno un invito alla prudenza e a tenersi varie opzioni aperte, perchè "nel doman non v’è certezza".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 agosto 2008
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