Stranieri e reati: chi si integra “riga dritto”

Nei commenti dei lettori alla notizia del furto in casa subito da una donna si assume che gli autori siano stranieri. I dati parlano chiaro: reati in aumento, ma gli stranieri regolari non delinquono più degli italiani

La storia della nostra lettrice che ha subito lo shock di un furto in casa, lei presente, ha avuto ampia risonanza nella comunità dei lettori di Varesenews. I commenti continuano a fioccare, riproponendo un modello ormai classico e consolidato di formazione di due partiti contrapposti in lite: nella stragrande maggiroanza di quelli pervenuti si assume che gli autori del furto siano stranieri.

Cogliamo l’occasione per ricordare qualche dato. Il Rapporto Annuale Istat per il 2007 mostra che il tasso di criminalità fra gli stranieri regolari sarebbe del 2%, poco superiore a quello degli italiani. Fra gli stranieri, però, l’80% dei denunciati sono clandestini, a riprova di un chiaro ma non sempre automatico nesso fra clandestinità e devianza. In totale gli stranieri erano circa 3,5 milioni all’inizio dell 2008, quasi il 6% della popolazione italiana, arrivati per quasi un terzo attraverso il ricongiungimento familiare, tipologia di arrivo che dovrebbe sfociare in uno scarso impatto dal punto di vista dell’ordine pubblico. Una popolazione in gran parte giovane, con Romania, Albania, Marocco, Cina e Ucraina in testa alle presenze, e una diluizione "a scendere" dal Nord al Sud.  L’aumento dei reati compiuti da stranieri è secondo i dati Istat reale: nel 2006 i denunciati fra loro hanno superato quota 100.000, soprattutto per reati contro il patrimonio, come appunto i furti in appartamento. Ancora una volta si sottolinea che si trattava in massima parte di clandestini.

Sempre secondo dati raccolti e pubblicati da Istat, tra 2001 e 2005 in Lombardia i delitti denunciati alle forze dell’ordine (compiuti da stranieri e non) sono saliti e non di poco, da 39,4 a 51,4 per ogni 1000 abitanti, il tutto però in un contesto di calo generale dei crimini più gravi (omicidi da 9,2 a 6,9 ogni milione di abitanti). Da un lato dunque una percezione di insicurezza diffusa fra la gente e ripresa e rinforzata dai media, dall’altro dati che comunque confermano una crescita tendenziale del numero di reati denunciati. Questo in un Paese che raffrontato alle statistiche internazionali si presenta ad ogni modo come uno dei più tranquilli d’Europa e del mondo, oltre che dei più fittamente presidiati dalle varie forze dell’ordine. Ma questo, chiaramente, per chi è stato derubato in casa è una magra consolazione.

Fra chi commenta la disavventura della lettrice derubata in casa a colazione c’è chi ha avuto la stessa esperienza, come Cornuto&Mazziato: "So che non è una consolazione, ma anche in casa mia sono entrati da una finestra. Solo che io abito al 3° piano e le persiane c’erano ed erano chiuse. Io e la mia famiglia (per fortuna) eravamo fuori a fare la spesa", oppure Dave che descrive le forze dell’ordine come impotenti a difendere i cittadini nelle loro case perchè "troppo impegnate a fermare i ragazzini che si fumano le canne". Per tacere delle frasi ciniche attribuite alle forze dell’ordine medesime – un topos ricorrente che prima o poi tutti si sono sentiti raccontare ("tenete un bastone in casa" la più lieve). C’è chi come Leo Stefano reclama il porto d’armi per tutti, o come Andrea G. o Fabio, di porre fine agli sbarchi di immigrati, o come Basta di sparare loro direttamente sui barconi; chi invoca di volta in volta "i vigili col manganello", "la legge del taglione", "un clima militare". Il dubbio che i ladri potessero dopotutto essere italiani è avanzato da pochi, subbissati di accuse di buonismo.

Sul darwinista andante Pat Garrett, un nickname un programma: "Siamo troppo civilizzati e non riusciamo a comprendere che la violenza, la lotta per la sopravvivenza porta alcuni individui a sopraffarre il debole. Il debole deve farsi forte e sviluppare l’istinto primitivo di lottare per difendersi e difendere i propri cari e i beni. E basta invocare ‘o Stato: invochiamo noi stessi. Noi siamo lo Stato". Per l’implacabile La Pulce il problema sono i giudici, la giurisprudenza… e il "buonismo". Non mancano fra i commenti auguri vari di subire furti a chi non è d’accordo con le opinioni prevalenti e il classico "sta’ zitto che a te non hanno mai rubato". Pochi invocano buonsenso e, semmai, la certezza della pena. 

Emigrante…Coi Fascisti non ci Sto butta acqua sul fuoco:  "per capire che il nostro è uno stato MOLTO CALMO E TRANQUILLO prendi un aereo vai a Johannesburg …. e poi ne riparliamo di terrore". Idem Angelo che vive a Londra e parla di furti frequenti. Matteo M. però ricorda, dati alla mano, che Varese è la terza provincia in Italia, nel 2007, per incremento di furti nelle abitazioni.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 agosto 2008
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