All’Insubria un importante collezione di volumi futuristi

L'Univesità ha arricchito la biblioteca con un importante fondo di volumi futuristi, prime edizioni e manifesti

Nel 2005 in una mostra a Villa Panza l’Università dell’Insubria presentò alla città il fondo di libri futuristi che è stato acquisito. Filadelfo Ferri dell’International Research Center for Local
Histories and Cultural Diversities spiega il valore di questa importante acquisizione.

L’Italia e l’Europa sono pronte a festeggiare i 100 anni del Futurismo. Se Milano fu la città che vide nascere il movimento oggi anche Varese possiamo dire che è un po’ futurista, grazie al fondo che è stato acquisito alcuni anni fa? Di che cosa si tratta?
Il fondo raccoglie un’ampia raccolta di manifesti, di prime edizioni dei principali esponenti del movimento, ma anche di studi che hanno fatto scuola.
Nell’insieme costituisce un passaggio obbligato per conoscere il movimento ed intenderne la portata storica, l’impatto sui contemporanei ma anche i riverberi nello spazio e nel tempo.

Il libro e la parola furono per i Futuristi il primo mezzo di espressione.  Qual è il volume più prezioso?
Volume di spicco, non so se il più prezioso, la I edizione della "Ville
charnelle" di Marinetti; ma anche "Pittura scultura futuriste (Dinamismo Plastico)" di Boccioni, autentica summa del futurismo.
Non trascurerei le opere dei "minori", come Cangiullo o Folgore, che sono comunque di estremo interesse, soprattutto per la concezione del libro come oggetto d’arte e veicolo di diffusione delle idee del movimento.

Quale motivazione ha spinto il International Research Center for Local Histories and Cultural Diversities tale fondo?
L’Università è sempre attenta ad ogni manifestazione di arte e cultura, anche alle più innovative. Ed è sensibile anche alle sollecitazioni del territorio, soprattutto se possono contribuire alla sua crescita. E proprio dal territorio è giunta la richiesta di dare vita ad un evento che potesse richiamare l’attenzione del grande pubblico. Contemporaneamente, ci è stata offerta l’opportunità di acquisire questo importante fondo di testi futuristi. Naturale pertanto l’idea di dare vita ad una mostra con il FAI, a Villa Panza ("L’estetica della velocità", 30 settembre – 27 novembre 2005),
tanto più che il 2005 consentiva da un lato di celebrare i cento anni del primo numero di "Poesia", la rivista letteraria fondata Da Marinetti, dall’altro di ricordare che proprio nel 1905 sia comparso per la prima volta il termine "futurismo".

Il fondo è a disposizione degli studiosi? come può essere consultato?
Il Fondo è liberamente consultabile presso la sede del Centro, a Villa Toeplitz, previ accordi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 febbraio 2009
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