Aprono gli sportelli che aiutano i lavoratori del commercio

Informano sull'attività – e sui contributi - degli enti bilaterali: organismi realizzati in accordo tra aziende del settore e sindacati che prevedono interventi per mamme sole e vedovi, figli da mandare a scuola e disabilità. Per il 2009 hanno quasi 600mila euro da erogare, ma pochi lo sanno

Esistono da oltre 8 anni, quest’anno hanno oltre 550mila euro da erogare ma pochi sanno di averne diritto. Gli enti bilaterali del commercio e del turismo sono organismi “di mutuo soccorso” pensati e messi in pratica da aziende del settore e sindacati che a volte fanno anche capolino tra i contratti di lavoro del commercio – spesso sotto forma di contributo obbligatorio, dovuto in parte dal lavoratore e in parte dall’azienda – ma che non abbastanza spesso sono riscossi da chi ne ha diritto.

Eppure sono contributi che possono far comodo, in determinate situazioni. Per esempio:
chi ha figli disabili o è ragazza madre o è un genitore vedovo ha diritto a un contributo di 500 euro circa (520, nel caso dei figli disabili) che va richiesto entro il 31 marzo. Ha quindi pochi giorni per informarsi e iscriversi ma vale la pena di farlo, perchè è un contributo che gli spetta.
Chi deve pagare gli occhiali avrà invece un contributo fino a 50 euro, se lo chiede entro i 60 giorni dalla data dello scontrino fiscale. Chi deve iscrivere i figli a scuola, può chiedere un contributo: 100 euro per le elementari, 150 per le medie, 300 euro per il primo anno di università.

“L’ente bilaterale non ha la pretesa di risolvere la crisi – spiega Fabrizio Ferrari, della Fisascal Cisl, rappresentante dell’ente bilaterale per il commercio – Noi facciamo magari piccole cose ma non facciamo chiacchere: chi si informa e porta quello che gli diciamo ha come effetto che gli ritornano soldi, non chiacchere. Il nostro problema è solo farci conoscere e consentire un migliore utilizzo di questi soldi”.

Per questo nascono gli sportelli degli enti bilaterali per i servizi al lavoro: dal 4 aprile saranno operativi in tutte le sedi Ascom e in tutte le sedi dei tre sindacati principali della provincia. Sportelli che non servono solo per dare informazioni o depliant, ma anche per esempio ad aiutare chi ne ha diritto nella compilazione della richiesta e rendere così più facili le eventuali difficoltà burocratiche.

“Le iniziative degli enti bilaterali hanno 8 anni di vita, e sono a sostegno sia delle imprese che dei lavoratori – spiega Alessandro Sanuhenza, presidente dell’ente bilaterale commercio e servizi – In questo tempo, è stato impiegato quasi un milione di euro: soldi che arrivano dai lavoratori e dalle imprese attraverso gli accordi bilaterali per iniziative soprattutto su previdenza alternativa, o previdenza sanitaria. Lo sportello sul territori ci viene richiesto non solo dall’aumento dei servizi sulla bilateralità, ma anche dalla situazione attuale che necessita di un sostegno ulteriore”.
La “condizione attuale” è ovviamente quella della crisi, che colpisce duramente anche il commercio e il turismo. “una crisi che ci sta mettendo forzatamente nella condizione di ragionare in modo diverso – spiega Lucia Anile, componente Filcams – Cgil dell’ente – E in questa fase lo strumento della bilateralità servirà, anche come elemento di monitoraggio degli effetti della crisi sul territorio”

Intanto, per chi è un lavoratore del commercio e ha figli da mandare a scuola, occhiali da comprare, disabilità da gestire o altri motivi per cercare respiro in un contributo di cui potrebbe avere diritto, la prima cosa da fare è scoprire questi nuovi strumenti.
E, prima del 4 aprile, può intanto informarsi in rete:www.entibilaterali.va.it, info@entibilaterali.va.it.
 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 25 Marzo 2009
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