Quantcast

Dal costo storico al costo standard, Galli: «La vera rivoluzione del federalismo fiscale»

Il presidente della Provincia all'incontro organizzato da "Dialogando" ai Molini Marzoli sulla riforma fiscale in senso federale

Dialogando di federalismo può capitare che poi si finisca a parlare di Malpensa. Accade spesso in provincia di Varese, come ha ricordato il consigliere provinciale Fabio Binaghi dell’associazione politico-culturale "Dialogando" ieri sera, giovedì 5 marzo, ai Molini Marzoli di Busto Arsizio dove si è parlato della riforma fiscale in senso federalista che sta prendendo forma con questo governo. Ospiti della serata Walter Galbusera, segretario regionale Uil, Dario Galli, presidente della Provincia, Giovanni Paolo Crespi, assessore al bilancio del comune di Busto, Mario Crespi, assessore alle poliotiche sociali, Fabio Binaghi, moderatore della serata. Assenti il sindaco Farioli e l’assessore Regionale Buscemi.

Gran parte della discussione, in realtà, è ruotata attorno alla riforma fiscale e all’importante novità che sarà la vera rivoluzione della fiscalità, ovvero il passaggio dal costo storico al costo standard dei servizi. A introdurre l’argomento è stato l’assessore al bilancio bustocco che, in qualità di accademico, ha saputo spiegare i contenuti del disegno di legge che ha delegato il governo mettere in pratica il federalismo fiscale, primo vero passo verso la riforma federale dello Stato. «Come ha detto il ministro Tremonti non c’è federalismo se non c’è prima il federalismo fiscale – ha detto Crespi – una volta cambiata la fiscalità, si potrà cambiare l’assetto governativo del paese. Tutto ruota sul passaggio dalla spesa in base al costo storico dei servizi, dove stabilito il costo di una prestazione ogni anno lo stato eroga la stessa cifra uguale all’anno prima, al costo standard, dove il valore di un servizio è tarato sulle esigenze dell’ente e che ammette una riduzione dei costi e, quindi, un conseguente abbassamento della pressione fiscale».

Lo stesso Dario Galli ha insistito su questo tasto: «Fino ad oggi chi ha saputo spendere meno e bene non ha ricevuto nessun beneficio da questa buona pratica – ha detto Galli – in special modo le regioni del nord che producono la metà del gettito fiscale ma vedono tornare indietro molti meno soldi di regioni non virtuose come la Sicilia che è l’unica regione italiana che assorbe per le spese tutta la fiscalità prodotta dai siciliani più una parte di quella nazionale. Col federalismo questo non accadrà più». Riguardo al costo che la riforma federale avrà per i cittadini la risposta di Galli è lapidaria: «Il costo è zero, anzi – sottolinea – sarà un vantaggio perchè la miglior gestione del gettito fiscale sul territorio, e non a Roma, porterà ad un abbassamento delle tasse se l’amministratore comunale o provinciale sarà capace di spendere bene i soldi diminuendo i costi e lasciando invariata la qualità di un servizio. Solo così si potrà effettivamente valutare la bontà di un sindaco». Il modello svizzero per Galli è il migliore: «Pagano tre tasse in Svizzera – sottolinea Galli – una al comune, una al cantone e una allo Stato. In Italia è una giungla di partecipazioni al momento e di tasse dai nomi più strani con una pressione che, se togliamo l’economia sommersa, è del 55% e non del 43% come dicono i dati ufficiali. In Svizzera la pressione è al 33%».

La presenza del segretario regionale di un sindacato stimola il dibattito: «Il federalismo è una cosa buona se non ci si dimentica che siamo in Italia e se si riesce a smettere di fare battaglie politiche su tutto – ha detto Galbusera – battaglie di comodo dalle quali la stessa Lega non è esente, come si vede su Malpensa, il Paese potrebbe beneficiarne. Il federalismo permetterà di fare molte cose, prima tra tutte una vera politica fiscale mirata sui bisogni dei cittadini del territorio. Poi potrebbero essere aboliti enti intermedi come le Province che costano 14 miliardi di euro allo Stato». La provocazione di Malpensa e sull’abolizione delle Province apre un dibattito che si allontana dal federalismo ma al quale galli non sembra sottrarsi: «Malpensa? Alla lunga tutti capiranno che Malpensa senza Alitalia sopravviverà alla grande mentre Alitalia senza Malpensa morirà presto – ha detto Galli lapidario – sulle Province vorrei sottolineare che questi enti non costano 14 miliardi ma gestiscono questi soldi. Se non ci fossero i costi non sparirebbero ma si spalmerebbero su Regione, Anas e Stato».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 marzo 2009
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore