Massimo Nicora traccia il bilancio di cinque anni di Amministrazione

Amministratore uscente, racconta il lavoro della Giunta in questi anni nel piccolo paese sul Lago di Varese tra pregi e difetti

Massimo Nicora, classe 1972, Senior Account Manager in un’agenzia di Comunicazione e giornalista pubblicista, è il Sindaco uscente del piccolo Comune di Cazzago Brabbia. Dopo la conclusione del mandato traccia il bilancio dell’attività di questi anni dell’Amministrazione.
 
Cinque anni da Sindaco a Cazzago Brabbia, qual è il bilancio del lavoro di questa Amministrazione?
Credo che, in un momento in cui le risorse disponibili sono sempre più risicate, di averne ottimizzato l’utilizzato in maniera oculata riuscendo a portare a termine o ad avviare progetti che il paese attendeva ormai da troppi anni. Grazie anche a contributi statali e regionali siamo riusciti a sistemare l’area del Lago di Piazza realizzando un nuovo porto, attivando un servizio bar e ridonando ai Cazzaghesi e a tutti un area finalmente bella e piacevole da vivere soprattutto con i bambini e la propria famiglia. Importanti sono stati poi gli interventi sull’edificio della scuola primaria con l’eliminazione delle barriere architettoniche, la posa di un servo scala, la realizzazione di un bagno per i disabili e tanti altri lavori volti a migliorare e rendere più accogliente l’edificio. Senza soprattutto dimenticare l’istituzione del servizio mensa che in precedenza non era mai stato attivato. Ci sono poi stati lavori meno visibili, ma altrettanto importanti come la realizzazione della fognatura per le acque nere in Via Monte Grappa e quella per le acque bianche e nere in Via Piave cui si aggiunge lo sdoppiamento delle acque bianche e nere nel tratto iniziale di Via Verdi: opere indispensabili nell’ottica di una grande attenzione all’ambiente.
Ci sono poi due opere alle quali tengo in maniera particolare perché con esse abbiamo finalmente sistemato due zone del paese da troppo tempo abbandonate a se stesse: la zona industriale, sistemata grazie anche al contributo ottenuto in occasione dei Mondiali di Ciclismo e la zona artigianale di Via Don Brioschi i cui lavori sono stati appaltati da qualche settimana e per i quali abbiamo adottato una modalità di discussione e confronto continuo con le proprietà interessate al fine di trovare una soluzione condivisa a accettata di tutti: un successo, credo, del dialogo e del confronto costruttivo tra le parti.
Abbiamo poi rinnovato e ammodernato gli uffici comunali con nuovo hardware e collegamento Internet presso tutte le postazioni per rendere più funzionale il lavoro dei dipendenti.
Ritengo inoltre che anche sul piano culturale Cazzago abbia ritrovato lo slancio dei tempi migliori. Le Ghiacciaie sono state rivalutate con mostre di scultura e di pittura e siamo stati protagonisti di un progetto triennale finanziato da Cariplo e iniziato nel 2008 con spettacoli e mostre alle Ghiacciaie stesse, al lavatoio, nei cortili. Abbiamo sistemato e riattivato in maniera del tutto volontaria la Biblioteca comunale, recuperato e proiettato filmati d’epoca, riproposto vecchie cartoline del paese con affrancatura dedicata in occasione dei Mondiali di Ciclismo e, soprattutto, ripubblicato in un volume la raccolta completa di “Virgola”, un periodico edito a Cazzago ben cinquant’anni fa la cui presentazione ha riscontrato un successo e un apprezzamento senza precedenti.
 
La cosa più importante che è riuscito a realizzare e una che avrebbe voluto fare.
Direi che mi stanno a cuore due cose perché per la loro realizzazione ho dedicato parecchio tempo e impegno: la sistemazione della zona artigianale di Via Don Brioschi, progetto che mai nessuna amministrazione è riuscita a concretizzare visti i problemi sorti nel trovare un accordo condiviso con le varie entità interessate, e la ripubblicazione di “Virgola” che ha rappresentato il momento più significativo di un percorso volto a riscoprire le nostre radici e a salvaguardare l’identità del paese-comunità.
Il progetto che avrei invece voluto portare a compimento riguarda la sistemazione dell’area della fornace. Ma ci stiamo lavorando da mesi e chissà che non si riesca finalmente a gettare le basi di una prossima attuazione.
 
Quando è stato eletto era molto giovane, come è cambiato in questi cinque anni?
Sono stati cinque anni molto intensi, né mi immaginavo che sarebbe stato diverso. Del resto non esiste, purtroppo e per fortuna, una scuola che ti insegni a fare il Sindaco, come non esiste nemmeno una scuola che ti insegni a fare il Consigliere. Ogni cosa la si impara sul campo, lavorando e, perché no, commettendo anche degli errori. La differenza tra una persona intelligente e una che non lo è sta nella capacità di riconoscere i propri sbagli ed adoperarsi perché questi non si verifichino più.
Fare il Sindaco è uno straordinario banco di prova per se stessi, un modo per conoscersi meglio e per capire quali siano le proprie potenzialità. Ma è anche un’esperienza fondamentale per imparare a conoscere veramente le persone, per superare la propria ingenuità e per aprire gli occhi, per comprendere a fondo chi vuole davvero il bene di tutti e chi, invece, nascondo dietro il velo del bene comune la volontà di perseguire altre finalità.
Se dovessi confrontare il me stesso di adesso con il me stesso di cinque anni fa penso che mi troverei davanti due persone molto differenti tra loro. E non solo per i tanti capelli bianchi che mi sono spuntati… Cinque anni fa c’era un ragazzo animato da tante buone intenzioni, da qualche sogno, da parecchia ingenuità e da un po’ di sana incoscienza. Oggi credo, invece, che ci sia un uomo più maturo, meno ingenuo, più realista e, spero, in fondo, migliore. Un uomo, o meglio, una persona che attraverso le esperienze vissute ha capito molte cose e che farà tesoro di quanto appreso per gli anni a venire.
 
Una definizione del suo paese.
Un vecchio detto sottolinea come Cazzago sia il “Paes di matt e di avucatt”. Mi pare esiste pure un gruppo creato su Facebook con un titolo simile. Se la saggezza del passato e il social network più in voga del momento sono concordi su questo punto, non vedo come potrei essere io in disaccordo con questa definizione… E forse è proprio questo il motivo inconscio per cui ho voluto un avvocato in lista con me alle prossime elezioni…
 
Pregi e difetti.
Come pregio metterei l’onestà. Se sono orgoglioso di una cosa è di aver sempre lavorato mettendo al primo posto gli interessi del paese. Come difetto, tra i tanti, posso dire di essere stato un po’ troppo ingenuo in talune situazioni, ma si tratta di un difetto legato alla giovane età che, credo, l’esperienza di tutti questi anni abbia provveduto ad eliminare.
 
Si ricandiderà?
Sì, mi ripresenterà con un progetto che, come recita il nome della lista, vuole unire in un abbraccio Rinnovamento e Tradizione.
Il nome “Tradizione e Rinnovamento” nasce dalla consapevolezza che il recupero e la valorizzazione della Tradizione sono fondamentali perché qui stanno le nostre radici e la nostra identità.
Il Rinnovamento è, invece, lo sguardo verso il futuro, una visione aperta e consapevole di quello che il paese potrebbe diventare nei prossimi anni.
Tradizione e Rinnovamento, però devono camminare insieme, quasi mano nella mano.
Quello che vorremmo è un paese che rifiuta di morire, che si apre al futuro senza abbandonare le sue radici, che vuole affrontare le sfide contemporanee e rinnovarsi.
Per questo motivo mi presento con una “squadra” (e sottolineo con forza il termine squadra perché è la cosa che più mi è mancata in questi anni) composta da persone eccezionali, persone di esperienza insieme a molti giovani, con una forte componente femminile e di qualità e, soprattutto, con professionalità di alto livello per gestire in maniera consapevole e non improvvisata i vari settori della macchina comunale.
 
Cosa non ha funzionato nella giunta precedente, tanto che concorrono alle elezioni due liste provenienti da quel gruppo?
La giunta ha funzionato alla perfezione, con un’unità di intenti e decisioni tra Sindaco, Vice Sindaco e Assessore rara per un’Amministrazione comunale. La spaccatura si è avuta con alcuni consiglieri che già dall’anno scorso hanno iniziato a lavorare in segreto alla formazione di una nuova lista. Una scelta di campo che, coerenza e correttezza vuole, avrebbe dovuto essere esplicitata nei modi e nelle sedi opportune, ma tant’è, ne abbiamo preso atto e abbiamo continuato comunque in maniera seria il nostro lavoro per portare a termine questa Amministrazione in maniera dignitosa e civile. E credo che ci siamo riusciti.
I motivi della rottura possono essere tanti, ma credo che quello fondamentale sia uno solo: la diversità di vedute su alcuni argomenti contingenti e la conseguente consapevolezza acquisita da parte ci alcuni consiglieri che il Sindaco non fosse una persona manipolabile, una sorta di “Yes Man” pronto soltanto ad eseguire i “desiderata” di qualcuno. I divorzi succedono anche nelle migliori famiglie e non penso sia il caso di farne un dramma. L’importante è che ognuno prosegua ora sulla sua strada con serietà, correttezza e la voglia di fare proposte e dare risposte concrete al paese. I dissapori personali sono sciocchezze che devono passare in secondo piano perché al primo posto viene sempre e comunque il bene del paese che si vuole amministrare. E questo credo che valga per tutte le liste che si presenteranno. O almeno lo spero.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 maggio 2009
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