Il sindacato di Polizia: «Con il taglio dei fondi, sempre meno pattuglie»

L'allarme del segretario SIAP/Uil Francesco Cianci: «Significa che Questura, PolStrada e Polaria Malpensa dovranno ridurre l’azione sul territorio ed il servizio reso ai cittadini»

In tema di sicurezza, continua a tamburo battente l’azione del Governo sulle Istituzioni attraverso i tagli che si susseguono anno dopo anno: la situazione attuale ha assunto una gravità mai vista prima, che lascia pensare si stia andando in direzione di un cedimento per “asfissia” da mancanza di risorse. Ecco perché l’allarme all’interno della Polizia di Stato è grande e fondato.

Allarme e disagio, dal momento che – siamo ormai a ferragosto – al personale ancora non è stato corrisposto il “premio di produttività” dell’anno scorso, mentre è andata a regime un’altra novità, sempre di segno negativo, ovvero l’ulteriore taglio ai fondi per il lavoro straordinario, di almeno 400 ore al mese dal 01.05.2009 per i Reparti della Polizia di Stato della provincia. Questo vuol dire che Questura, PolStrada e Polaria Malpensa dovranno in
ugual misura ridurre l’azione sul territorio ed il servizio reso ai cittadini.

In un quadro così deprimente sia sotto il profilo nazionale che sotto il profilo locale, in tema di sicurezza a Varese si è registrato un altro fatto negativo: è stata bocciata la proposta di utilizzare al massimo le poche risorse disponibili per consentire al personale della Polizia Stradale di effettuare 22 pattuglie al mese in più, avanzata dal SIAP in questi giorni in conseguenza della situazione di emergenza in cui si trova la Sezione PolStrada di Varese,
che mediamente non riesce neppure ad assicurare due pattuglie al giorno.

In pratica questa proposta avrebbe consentito a 30 operatori PolStrada del Distaccamento di Luino e della SottoSezione di Busto Arsizio – che già si erano dichiarati disponibili – di effettuare delle pattuglie “supplenti” sulle tratte stradali che la Sezione non riesce a coprire, attraverso la qualificazione dello straordinario programmato. Orientando cioè questo strumento – fino ad oggi scarsamente applicato – verso un obiettivo che già nel mese di settembre avrebbe consentito alla Polizia Stradale di incrementare notevolmente la propria azione sulla rete viaria dell’intera provincia, schierando appunto 22 pattuglie in più.

Purtroppo la Sezione PolStrada ha ritenuto di respingere la proposta, rinviando le valutazioni all’ultimo trimestre dell’anno.

La questione è stata subito sottoposta al Compartimento PolStrada di Milano, a cui il sindacato si è appellato segnalando come la proposta respinta dal Dr.Alfredo Magliozzi neppure interferisse con il piano Compartimentale di coordinamento e di potenziamento delle attività correlate al traffico dell’esodo estivo e del rientro, né con la normale
fruizione dei periodi di ferie da parte del personale. Vedremo ora quali risposte arriveranno per superare l’emergenza.

Il contesto – I dati attuali dicono che nell’intero paese la produzione industriale è scesa drammaticamente (gli ordinativi sono calati del 31%), e questo vuol dire che la crisi economica diventa sempre più grave. Ma dicono anche che intanto l’evasione fiscale vola su livelli da record, e che mentre si discute di gabbie salariali gli stipendi italiani sono sempre più lontani dalle medie europee.

Non è quindi un caso che proprio in questi giorni quel grande economista che è l’ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi abbia richiamato l’attenzione del paese – e di chi lo governa – sul fatto che in simili condizioni la priorità deve essere quella di aiutare la gente a superare la crisi, per evitare che le famiglie ed i più poveri siano lasciati senza difese. “Occupiamoci del pane”, questo è il suo appello mentre l’agenda politica del paese impone la discussione sulle bandiere da affiancare al tricolore e degli inni regionali da affiancare a quello di Mameli.
Passando dalla politica alle Istituzioni, le cose non vanno certo meglio: sono le istituzioni ad erogare ed a difendere i diritti dei cittadini, ed è per questo che indebolire le istituzioni è come indebolire direttamente i diritti dei cittadini.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 12 Agosto 2009
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