Filmstudio’90 presenta “Haiti Chèrie” e raccoglie fondi per Medici Senza Frontiere

Appuntamento sabato 13 febbraio, alle 17.30, alla sala di Via De Cristoforis con la proiezione del film di Claudio del Punta. I ricavati saranno devoluti all'organizzazione umanitaria

Sabato 13 febbraio, alle 17.30, alla Filmstudio ’90 di Varese (via De Cristoforis, 5) si terrà la proiezione del film HAITI CHÉRIE di Claudio Del Punta, alle ore 17.30. La proiezione sarà ad ingresso gratuito con sottoscrizione libera: il ricavato dell’iniziativa sarà devoluto a Medici Senza Frontiere e ai ragazzi haitiani protagonisti del film.

Cast:
Magdaleine Yeraini Cuevas: bracciante
Jean-Baptiste Valentin Valdez: suo marito, tagliatore di canne
Pierre Jean Marie Guerin: quattordicenne, tagliatore di canne
Ernesto Juan Carlos Campos: medico volontario

Gli attori non sono professionisti, ma braccianti che lavorano e vivono nelle piantagioni di canna da zucchero nella Repubblica Domenicana.

Sinossi
Jean-Baptiste e Magdaleine, marito e moglie, lavorano in una di queste piantagioni. La morte per Haiti Chèrie film di Claudio del Punta denutrizione del loro bambino li spinge ad un’amara riflessione sul proprio futuro. Magdaleine non ne può più: Haiti, pur con la sua drammatica realtà, si trasforma ai suoi occhi e nella sua memoria in una terra promessa, la patria i cui colori e profumi vorrebbe ritrovare, nonostante la sua famiglia, come quella del marito e di tanti altri, sia stata massacrata da uno degli innumerevoli scontri violenti che hanno devastato il paese. Jean-Baptiste spera invece di costruirsi ancora un futuro nella Repubblica Dominicana, cercando magari un nuovo illusorio lavoro.
Il tentato stupro di Magdaleine da parte di una delle guardie delle piantagioni accelera la loro decisione. Aiutati da Ernesto, un medico che svolge un servizio volontario curando gli immigrati haitiani, i due riescono a fuggire trascinando con loro Pierre, un adolescente diviso tra un’adorazione filiale ed un embrione di passione sessuale nei confronti di Magdaleine. Il gruppo attraversa la Repubblica Dominicana da un capo all’altro, cercando di togliersi dalla memoria il desolante panorama di ingiustizie, miseria e squallore da cui viene, che stride ancora di più se contrapposto alla presenza nell’isola di milioni di turisti stranieri, ignari di quella realtà, che vivono le loro vacanze in un mondo parallelo e artificioso fatto di spiagge tropicali, divertimento e ragazze disponibili. Anche la breve permanenza in una città durante il viaggio verso la frontiera non riserva loro altro che umiliazioni e l’opprimente sensazione di essere uomini senza diritti, fuggitivi perennemente braccati. JeanBaptiste
si arrende all’evidenza e accetta, pur con la morte nel cuore, di seguire Magdaleine nella sua idea di
tornare ad Haiti. Dopo una breve sosta nella fattoria dell’amico Sánchez, il gruppo si scioglie: Jean-Baptiste e Magdaleine riattraversano il confine, mentre Pierre all’ultimo momento decide di restare, per aiutare Ernesto nel sostegno ai suoi connazionali. Tornando nel loro paese i due ragazzi trovano un mondo stravolto dalla povertà, ma anche una serenità e una rassegnazione antica nella gente, che sembrano aver fermato il tempo, lasciandolo come sospeso. “Haiti chérie” è allo stesso tempo un film corale, sulla drammatica realtà di un intero popolo in continua fuga dalla fame e dal terrore, e il racconto di storie individuali, come l’impossibile desiderio di Magdaleine e Jean-Baptiste di una vita più decente, le illusioni di Pierre, l’eroismo a volte senza speranza di Ernesto, l’ambiguo mantenersi a galla di Françoise. Il tutto sullo sfondo di un paese bellissimo e straziante, si tratti delle piantagioni di canna da zucchero, delle verdi montagne dominicane o del paesaggio costiero di Haiti.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 08 Febbraio 2010
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