La sorella di Giorgini: “Non sappiamo a che santo votarci”

Caterina Giorgini, sorella di Aurelio, il 61enne scomparso a Graglio lo scorso 24 marzo, lancia un appello e aggiunge alcuni tasselli al mistero

Aurelio GiorginiSi infittisce il mistero sulla scomparsa di Aurelio Giorgini, l’uomo di 61 anni di cui si sono perse le tracce dallo scorso 24 marzo. È la sorella dell’uomo, Caterina Giorgini, ad aggiungere un tassello alla vicenda: «Aurelio ha avuto un qualche cosa anni fa: praticamente gli hanno lanciato dell’acido mentre era in bicicletta», spiega la donna parlando della possibilità di rapimento, all’analisi degli investigatori della squadra mobile della Polizia di Stato di Milano. Caterina Giorgini ha poi parlato di tre strani fallimenti, con il fratello che «ha dovuto ricorrere fino al Tribunale di Trento per avere conferma della sua ragione». L’imprenditore, conclude la sorella Caterina «ha perso grossi capitali per strane manovre e di più sinceramente non possiamo dire, non sappiamo a che santo votarci». Giorgini, friulano d’origine, in passato era stato impegnato nell’ambiente della moda come dirigente per aziende internazionali, per poi dedicarsi negli ultimi anni ad un’attività in proprio insieme a due persone di origine catanese, padre e figlio. Il rapporto tra i soci si è però deteriorato col tempo, sfociando in cause legali per truffa, appropriazione indebita e calunnia. Giorgini, come ha spiegato la sorella, è stato vittima nel 2005 di un’aggressione effettuata con un acido che lo ha colpito al collo, lasciandogli una cicatrice. Un episodio dai contorni poco chiari avvenuto nelle campagne di Lodi e per il quale Aurelio Giorgini non ha mai sporto denuncia.
 
L’uomo manca da casa dal 24 marzo scorso. L’imprenditore, sposato e padre di due figli, si era recato per affari in Canton Ticino, partendo dalla sua Milano: era diretta nella casa di Piazzogna, ma le sue tracce si sono perse a Graglio (Veddasca), in provincia di Varese, dove l’uomo possedeva un’altra casa. Le ricerche per ora non hanno portato a nulla, ed ora la squadra mobile della Polizia di Stato di Milano coordinata dalla procura del capoluogo lombardo ha aperto un fascicolo per sequestro di persona. Le piste sono comunque tutte aperte. I suoi tre cellulari sono spenti e la sua Smart non è stata ritrovata. Giorgini è alto 1 metro e 74, ha i capelli brizzolati e una cicatrice sul lato sinistro del collo. Le ricerche si sono concentrate nel Varesotto, nella zona del Lago Maggiore. L’uomo non avrebbe con sé né il passaporto, né carte di credito.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 12 Aprile 2010
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