Il pm deposita richiesta di rinvio a giudizio per Piccolomo

Mille pagine di atti di indagine. La prima udienza preliminare è stata già fissata al 29 ottobre, e si discuterà davanti al gup Giuseppe Battarino

Delitto delle mani mozzate: dopo un anno di indagini, adesso tocca al tribunale. Si avvicina il giorno del giudizio per Giuseppe Pippo Piccolomo, il presunto killer, l’uomo che avrebbe assaltato la villetta della povera 82enne Carla Molinari, il 5 novembre del 2009, in una notte di pioggia e freddo, a Cocquio Trevisago; un’aggressione premeditata, forse, per farsi consegnare dei soldi, e risolvere i problemi di debiti che l’ ex ristoratore, oramai a corto di denaro, aveva.
Il pm Luca Petrucci ha firmato, questa mattina, la richiesta di rinvio a giudizio: la procura accusa Piccolomo di omicidio volontario premeditato e gli contesta anche l’aggravante di aver agito con crudeltà. Contestualmente, la richiesta contiene anche l’accusa di vilipendio di cadavere. Il pm ha prodotto oltre mille pagine di atti di indagine. La prima udienza preliminare è stata già fissata al 29 ottobre, e si discuterà davanti al gup Giuseppe Battarino.
Giuseppe PiccolomoPiccolomo continua a proclamarsi innocente e dal carcere di Monza dove è rinchiuso, questa estate, ha voluto difendere le sue ragioni, spedendo una lettera al quotidiano La Prealpina, in cui sosteneva la sua estraneità ai fatti. L’inchiesta condotta dalla squadra mobile della questura di Varese può contare su una serie di indizi che la procura giudica gravi e concordanti: tra questi la testimonianza  della donna che vide Piccolomo prendere dei mozziconi – forse gli stessi trovati nella casa del delitto – da un posacenere di un bar di Cocquio poche ore prima dell’omicidio; i graffi sul volto comparsi il giorno dopo la morte dell’anziana; la traccia del sangue della vittima trovata in un coltello che Piccolomo teneva nella sua villetta di Ispra.
“Pippo” rischia l’ergastolo. Alcuni familiari gli sono stati vicino. La moglie dal Marocco fa sapere che vorrebbe incontrarlo. Le figlie invece lo hanno disconosciuto e lo accusano anche di avere delle responsabilità nella morte della madre, carbonizzata dopo un incidente in auto. La difesa dell’imputato dovrà ora decidere se affrontare il processo in corte d’assise o se puntare su un rito abbreviato per ottenere lo sconto di un terzo della pena.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 05 Ottobre 2010
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