“Nuove imprese per il Nuovo Mondo”, l’avventura di Enrico Dell’Acqua

È dedicato al "principe mercante" il volume di Chiara Cavelli presentato in un incontro pubblico con il patrocinio di Univa. "Passione, tenacia, rigore morale" i "marchi di fabbrica" di una vita nel segno del commercio e del lavoro, tra Busto e il Sudamerica

Enrico Dell’Acqua avrebbe molte sorprese se una macchina del tempo lo portasse nella Busto che commemora il centenario della sua prematura dipartita da questa valle di lacrime. Pardon, di sudore, perchè si sa, i bustocchi non sono dei frignoni: lavorano. Era un tipo schivo, di poche parole, il "Principe mercante" come lo chiamava il giovane professore di economia politica Luigi Einaudi, che sarebbe poi diventato il primo Presidente della Repubblica. E sarebbe forse stato in imbarazzo di fronte alle celebrazioni. per tacere di un libro tutto dedicato alla sua storia. Ma quello di Chiara Cavelli, edito da Nomos, è un omaggio necessario. "Nuove imprese per il nuovo mondo – l’avventura di Enrico Dell’Acqua", è il volume dedicato ad un vero padre dell’industria bustocca, e più in generale italiana. Uno che ha macinato decine di migliaia di chilometri avanti e indietro fra l’Italia e il Sudamerica, inseguendo da vero "imprenditore visionario", come lo chiama la Cavelli, il suo sogno di un canale commerciale nelle due direzioni, che dal tessile andasse ad abbracciare via via tutti rami merceologici. Comprare, vendere, risparmiare, investire, produrre, mettere sul mercato; studiare le realtà locali, preparasi come per uno sbarco in forze, persistere nelle avversità, fare sistema. Era la sua filosofia. Non fu molto capito al suo tempo, ma la sua lezione è emersa con chiarezza in distanza.

La presentazione ufficiale del libro, 104 pagine accompagnate da 110 preziose immagini a colori e in bianco e nero, è avvenuta al Museo del Tessile (noblesse oblige) con il patrocinio di Univa – Unione Industriali della provincia di Varese – e del Comune di Busto Arsizio, in un incontro moderato dal giornalista de "La Prealpina" Silvestro Pascarella, che in chiusura ha ricordato anche la proposta di dedicare al Dell’Acqua l’aeroporto della Malpensa.
In videoconferenza ha portato il suo saluto l’assessore regionale alla semplificazione e digitalizzazione, Carlo Maccari, ricordando i 40 milioni che la Regione sta investendo per ridurre il digital divide e portare la banda larga ovunque. Da lui un saluto particolare a Gigi Farioli. Il primo cittadino, «nato al suono delle navette», si è cavato qualche sassolino dalle scarpe («dieci anni fa in consiglio regionale sentivo parlava della moda come del futuro, e del tessile come del passato: quanta incapacità di capire»), e ha regalato qualche motto di spirito e aneddoti sui "bustoarsizio", gli agenti di commercio che il Dell’Acqua aveva sguinzagliato per il Mezzogiorno, o sul regista Tornatore che nel film Baaria aveva inserito il nome della nostra città in una battuta in omaggio alla fama legata al lavoro.

Commosso e sentito l’intervento di un decano del tessile cittadino e della sua storia come Luigi Giavini, già autore di numerose pubblicazioni fra cui non è figurato, per sua volontà, questo volume, affidato invece a Chiara Cavelli su sua indicazione, accettata dalla casa editrice. «Si parla sempre di come Einaudi tratteggiò la figura di Dell’Acqua cogliendola in collegamento con il grande fenomeno dell’emigrazione, ma Chiara ha saputo integrarlo e andare più in là, raccontando il Dell’Acqua uomo. Capace di raggiungere traguardi impensabili unendo alla passione e alla tenacia il rigore morale». Uomo delle Americhe Enrico Dell’Acqua, e il 12 ottobre (data della scoperta europea di quel continente) ricorre puntuale: nel 1892, apertura della fabbrica Brasital a Sao Roque, Brasile, oggi centro culturale; nel 1929, inaugurazione del monumento davanti alla stazione FS di Busto Arsizio, su impulso di Senatore Borletti, fondatore della Rinascente e genero dell "principe mercante"; nel 2010, prima uscita del volume di Chiara Cavelli.
«Un uomo che si tuffa in un mondo sconosciuto apre fabbriche, oggi diremmo "tra i bricchi", lottando contro la mancanza di strade e la febbre gialla, ma anche contro problemi modernissimi: le Cine di allora, Gran Bretagna e Germania, la brurocrazia soffocante, l’economia virtuale della finanza che si sostituiva a quella reale della produzione con i soci che venivano meno per darsi alla Borsa, le crisi. E come in questo Museo del Tessile si conserva una macchina da cucire delle fabbriche di Dell’Acqua, inviataci con gesto nobilissimo da Buenos Aires, così Cavelli è stata abilissima a "cucire" il racconto, le storie, le persone».

In testa ai ringraziamenti di Chiara Cavelli era proprio Giavini, "padre spirituale" delle sue fatiche letterarie.
«Un imprenditore dell’Ottocento con delle caratteristiche che rimangono imprescindibili anche ai giorni nostri. La competenza tecnica, la strategia commerciale, il coraggio, l’attenzione verso i collaboratori e l’intuito per gli affari» ha detto l’autrice di Dell’Acqua. «Studiò i mercati nazionali, seguì l’emigrazione, si adattò a situazioni diverse nei vari Paesi. Per preparare il terreno, inviava questionari, si documentava sulle imprese locali, sui consumi degli emigranti. Su queste basi costruì il suo azzardo, persistendo nelle difficoltà: Argentina, Brasile e Cile furono i paesi in cui lasciò il segno. Il suo sogno era la colonizzazione commerciale del continente, una grande casa di commercio che portasse ogni tipo di prodotto dall’Italia al Sudamerica e viceversa. Impiantò industrie laggiù, nell’incredulità generale, per ammortizzare la forte volatilità del cambio delle monete. E capì che bisognava giocare di squadra, come facevano tedeschi e britannici, determinati, compatti, capaci di cambiare le economie di interi Paesi». Anticipò persino il franchising con le sue sue "Case", una quarantina, perlo più in Argentina, di propretà dei gestori, che vendevano tessuti e abbigliamenti a prezzo prefissato». Oggi resta il ricordo, e l’esempio, in una Busto che Enrico Dell?Acqua non riconoscerebbe quasi più.

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Pubblicato il 18 Ottobre 2010
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