Vescovi a tutto campo: “Bene Slay, ora aspettiamo i grandi industriali”

Cecco Vescovi, presidente e general manager della Pallacanestro Varese, è stato per quaranta minuti davanti alla telecamera di VareseNews Tv, intervistato dal nostro Damiano Franzetti

Una lunga e distesa chiacchierata in diretta web. Cecco Vescovi, presidente e general manager della Pallacanestro Varese, è stato per quaranta minuti davanti alla telecamera di VareseNews Tv, intervistato dal nostro Damiano Franzetti. Società, campo, lega basket, futuro della squadra e tanto altro i temi toccati da uno degli eroi della stella del 1999.
 
Per cominciare, si è parlato di due buone notizie: l’arrivo come sponsor sulle magliette della Pallacanestro Varese di Fim Group che va ad aggiungersi a Cimberio, Superenalotto, AirOne e Casti Group per quanto riguarda le casse societarie, il nullaosta di Slay arrivato dalla Grecia per quanto riguarda il bene del team: «Su questo ultimo punto avevo un po’ paura, perché di solito i greci sono un po’ restii – spiega Vescovi -. Stavolta col Maroussi in cattive condizioni economiche è stato tutto più semplice. Slay l’ho incontrato stamattina, lo consociamo bene. A inizio stagione avevamo puntato su un altro tipo di giocatore, Collins, che purtroppo ha avuto problemi al ginocchio. In questo momento i pivot in giro non mi davano garanzie tecniche e caratteriali: Varnado, ad esempio, che sta facendo benissimo a Pistoia, secondo me non è ancora pronto fisicamente. I pochi buoni non erano accessibili economicamente da parte nostra e abbiamo deciso di puntare su un giocatore che conoscevamo già, che abbiamo già visto e che sappiamo come gioca e chi è. Sa giocare a basket, questa è la cosa più importante: completa un reparto lunghi più forte dello scorso anno».
Per quanto riguarda la società, Vescovi è diretto: «I grandi industriali di Varese li attendiamo a braccia aperte. Per ora c’è la buona notizia della sponsorhip di Fim, già nel consorzio Varese nel Cuore: una bella dimostrazione per la città, perché la famiglia Monferini ha dimostrato di credere nel progetto – spiega il neo presidente -. Chi c’è ora nel consorzio è intervenuto facendosi avanti, ha creduto in questo viaggio che dovrà portare la pallacanestro ad essere più grande e solida, capace di essere stabile e di guardare oltre il giorno dopo. L’obiettivo a fine anno è arrivare a 50/60 consorziati, a 100 a fine stagione, stando coi piedi per terra e sapendo bene che la squadra è in mano nostra, della città: dobbiamo giocare in campo e fuori quest’anno, dobbiamo lottare per fare il meglio possibile sul parquet e dare linfa alla società. Un solo risultato non basta, servono tutti e due. Sono stati mesi intensi (da fine marzo ad oggi), ci abbiamo messo tutti noi stessi e ora speriamo nei risultati».
 
Tante le domande degli spettatori. Su aspetti tecnici e di mercato Vescovi ha tranquillizzato i tifosi: «Il nostro parco di piccoli è buono, in tanti possono giocare in diversi ruoli: non abbiamo fatto la squadra per vincere il campionato, però l’importante è cercare di fare il massimo per toglierci qualche soddisfazione – ha detto Vescovi -. Rannikko partirà dalla panchina, ma sarà importantissimo come gli altri. Dovrà fare il massimo, potrà giocare con Goss che può fare la guardia. Gergati? Io l’avrei tenuto, ma non c’erano le possibilità economiche e tecniche per farlo: quest’anno giocherà parecchio e sarà importante a Brescia (dove gioca Bolzonella), come Passera a Piacenza. Altri giovani sulla piazza che mi piacerebbe avere? Io ho provato a prendere Ganeto che ora gioca a Milano: magari guadagna più soldi, ma troverà di certo meno spazio di quello che potevamo garantirgli noi».
Un lettore sogna una squadra solo italiana: «Sarebbe bello, ma ora è dura trovarne dodici buoni, a parte i nazionali che però costano troppo: ci vorrebbe un budget più alto di Milano e Siena – spiega Vescovi -. Giocatori italiani che fanno vincere da soli le partite non ce ne sono abbordabili. Nel nostro piccolo abbiamo un occhio di riguardo per il  settore giovanile: ci vuole fortuna, ma ci puntiamo. Abbiamo tutta una struttura che prima non c’era, cerchiamo di fare piccoli passi. In questo momento di passaggio societario le cose vanno fatte con testa e parsimonia, senza sprechi: speriamo nei prossimi anni di sviluppare il settore giovanile e diventare uno dei migliori d’Italia. Servono tante risorse». Nel vivaio gioca il figlio grande di Vescovi: «Dovrà subire giudizi da tanti, io non mi esprimo, lasciamolo crescere: l’importante ora è che studi, poi per il basket c’è tempo».
Domenica il campionato parte con la Scavolini: «È un torneo equilibrato, sulla carta, ma serviranno mesi per capirne di più: la squadra è in buone mani, sono fiducioso – commenta Vescovi -. Sulla Lega Basket ho dei dubbi, mi stupisce che ci siano facce vecchie, che non si riesca a guardare avanti, a liberarsi, a guardare al futuro. È paradossale che ci siamo dovuti auto presentare. Anche a livello di promozione ci sono carenze enormi: devi far parlare di te, devi vendere un prodotto, forse con la Belen qualche riga in più l’avrebbero scritta sulla presentazione del campionato, invece poco o nulla».
 
Il Vescovi giocatore lo rivedremo sui campi? «Non gioco più a basket, mi manca tantissimo. Mi do del deficiente per aver accettato questa cosa qui, stavo così bene prima…- scherza Vescovi -.Allenare coi giovani mi ha dato soddisfazioni, mi piacrebbe rifarlo e magari qualche puntatina in campo a Gazzada la farò». In vista del torneo, gli abbonamenti stanno andando piuttosto bene: «Spero ci sia un colpo di reni in questi ultimi giorni. Puntiamo sul coinvolgimento dei giovani, dei ragazzi: l’iniziativa per gli under 12 (biglietto a 1 euro per i minori di 12 anni accompagnati) non sarà l’unica: vogliamo portare gli atleti e i tifosi del futuro, coinvolgendoli il più possibile». Anche VareseNews ci sarà, con queste e altre iniziative e un blog sul mondo che gira intorno alla Pallacanestro Varese.

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Pubblicato il 12 Ottobre 2010
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