Dimezzati i fondi, così si uccidono i servizi sociali

I sindaci dei 26 paesi del distretto di Cittiglio lanciano un nuovo allarme: tagli troppo profondi e i servizi dovranno essere chiusi

Nuovo allarme del sindaco di Gavirate Felice Paronelli, presidente del Piano di zona di Cittiglio: «Le attività programmate per il triennio 2009-2011 rischiano di non poter essere realizzate a causa di un taglio drastico dei fondi».
Per il prossimo anno, infatti, dei due milioni e mezzo necessari per realizzare le iniziative approvate e avviate due anni fa ne arriveranno solo 700.000, aumentabili, se tutte le promesse saranno mantenute, sino a 994.000. Mancheranno, dunque, oltre un milione e mezzo di euro per attuare tutte le iniziative sociali che i 26 comuni del distretto di Cittiglio hanno pianificato.

Il problema è soprattutto legato a una legge, la 328, nata per avviare politiche sociali più in linea con i bisogni del territorio, ma che si sta svuotando piano piano nel nome di una programmazione più centralizzata a livello regionale. Così, per esempio, vanno letti i buoni famiglia, quest’anno riservati a categorie di fragilità particolari che non sono presenti dappertutto: « Chi governa un territorio sa bene quali siano i punti deboli, quali le difficoltà che i cittadini incontrano – commenta Felice Paronelli – Aver centralizzato in Regione questi interventi ha di fatto tolto ai comuni il lavoro di regia e segnalazione delle criticità. Ma è alle nostre porte che arrivano le persone a chiedere aiuto…».

A rischio sono, dunque, servizi concreti come il sostegno alle persone disabili con l’accompagnamento al mondo del lavoro, i buoni sociali ( 300 nuclei famigliari assistiti con 185.000 euro), i progetti di prevenzione e di sensibilizzazione in favore dell’adolescenza ( 600 ragazzi seguiti, 85 bambini in situazioni di disagio assistiti), lo sportello immigrati ( 2.500 richieste nel 2009) : « Ci sono anche persone coinvolte con contratti a tempo determinato e indeterminato che abbiamo assunto perchè si facessero carico di questi progetti ad alta specializzazione – spiega ancora il sindaco di Gavirate a cui si aggiunge il primo cittadino di Biandronno Antonio Calabretta – Alla fine del 2011 dovremo lasciare a casa chi era a tempo e per gli altri? quali progetti di riqualificazione?».

I Sindaci si dicono molto preoccupati: « Non è che togliendo i fondi i problemi scompaiono. Chi ci darà, per esempio, i finanziamenti per assistere i bambini allontanati dalla famiglia? Nella sola Gavirate abbiamo nove casi per una spesa di 900 euro al giono. Dove troveremo i finanziamenti?» Intanto la Regione assegna fondi specifici vincolati per realizzare asili nido di cui il territorio non ha bisogno.

Già nel marzo scorso, l’Ufficio di piano aveva lanciato un allarme senza ricevere, però, alcun segnale positivo. Ora il prossimo primo dicembre, nell’assemblea dei sindaci, i tagli al capitolo "servizi sociali" saranno uno dei temi spinosi all’ordine del giorno. Si preannuncia una presa di posizione dura, destinata, però, a raccogliere poche risposte.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 novembre 2010
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