“Nuova società per i rifiuti? Evitiamo di moltiplicare le poltrone”

Cinzia Colombo apprezza l'apertura ai privati che consentirà ad Amsc di gestire la raccolta rifiuti fino al 2030. Ma chiede di evitare il proliferare di nuovi posti nei CdA

Riceviamo e pubblichiamo la posizione della consigliera di Sinistra e Libertà Cinzia Colombo sull’apertura ai privati nella gestione del servizio di raccolta rifiuti.

La cessione del ramo d’azienda della gestione dei rifiuti, imposta dalla legge per evitare la messa a gare del servizio, e conseguente costituzione di una nuova società dove la maggioranza della proprietà rimane in mano pubblica, non può che vederci favorevoli.
Semmai viene da commentare che anche chi tanto pomposamente difende il libero mercato, come il centrodestra, quando deve fare delle scelte amministrative preferisce la strada che tutela il più possibile il mantenimento in mano pubblica dei servizi. Peccato che questa tardiva presa di coscienza non comporti anche una pressione sul governo perché arresti le previste privatizzazioni, a partire da quella dell’acqua.
Così come viene da domandarsi perché una scelta così importante venga presentata in commissione e votata in consiglio comunale nello spazio di pochi giorni, in tutta fretta, come a non volere lasciare il tempo ai consiglieri di guardare le carte.  E viene da domandarsi perché non si voglia prevedere un coinvolgimento del consiglio comunale anche nei passaggi successivi, non solo quindi nel dare indirizzo di scorporo del ramo aziendale, tanto più che Amsc non ha dato gran prova di trasparenza e limpidezza.
La costituzione di una nuova società non sia però l’occasione per creare altre poltrone: per questo Sinistra Ecologia Libertà ha chiesto che il CdA della nuova società sia limitato a tre membri, ottenendo almeno in commissione le rassicurazioni del dirigente che sta seguendo la problematica.
Ma non basta: se Amsc cede un ramo d’azienda, sicuramente importante come quello dei rifiuti, è anche necessario che si riducano i membri del CdA della stessa Amsc SpA. Succede così ovunque: quando il lavoro nelle aziende diminuisce, il numero dei lavoratori viene ridotto; quando nel pubblico gli utenti dei servizi decrementano, la quantità di personale addetto viene tagliata. Perché non dovrebbe succedere anche per i membri del CdA di Amsc?
Su questa richiesta, il capogruppo di Forza Italia ha già dato la sua risposta: il numero dei membri del CdA di Amsc non diminuirà. Nonostante la diminuzione del lavoro dello stesso Consiglio d’Amministrazione e nonostante il buco milionario dell’azienda che certo dovrebbe preoccuparsi di gestire meglio le proprie spese, a partire da quelle per i suoi amministratori.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 novembre 2010
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