Piatti unici d’assaggio e tessere fedeltà: torna la rassegna gastronomica dei Laghi

Dall'8 al 30 novembre quarta edizione della rassegna che coinvolge 38 ristoranti in provincia: quest'anno con menù a piatto unico a piccoli prezzi, che si preannunciano già un successo

rassegna gastronomica dei sette laghiLa novità dell’anno è il piatto unico: la quarta edizione della Rassegna Gastronomica dei sette laghi, un appuntamento ormai tradizionale a cura dell’Associazione Ristoratori Confcommercio Varese che gode del patrocinio di Regione Lombardia, Provincia, Comune e Camera di Commercio di Varese sono proprio 38 menù (tanti sono i ristoranti che aderiscono alla rassegna) a prezzo unico comprensivi di dolce e un bicchiere di vino.

Ad un prezzo che varia dai 16 ai 25 euro – calice di vino compreso – dall’8 al 30 novembre sarà possibile “scorrazzare” tra i migliori ristoranti della provincia, provando la crema di gallina con porcini croccanti e paglia di porri, con tiramisupergiù e latte in piedi all’anice stellato (Osteria del sass a Besozzo, Corona radiosa nella guida di Golosaria 2010, a 25 euro) oppure il Risotto con l’ossobuco e torta di cioccolato (Molino del torchio, sempre 25 euro), una zuppetta del Lago Maggiore con tagliolini e torta di pane (Tre Re a Ganna, 23 euro) o gnocchi di cacao con salsa di gorgonzola varesino e crostata alla ricotta (Officina del Gusto, Samarate, 16 euro e 50). Sono tutte su questo tenore, una più succulenta dell’altra: e si trovano nel nuovo vademecum, la cui edizione 2010 è completamente tascabile.

Dopo il successo degli scorsi anni, la kermesse culinaria quindi si ripresenta: e la nuova formula preannuncia ulteriori successi. «Le novità di quest’anno rispondono a precise indicazioni della clientela – Spiega Giordano Ferrarese, presidente dei Ristoratori Concfcommercio Varese e da anni “motore” dell’iniziativa – Abbiamo ridotto il formato del vademecum per praticità, e abbiamo creato un menù piatto unico per adeguarci alle nuove esigenze del mercato. Per questo devo ringraziare la disponibilità dei ristoratori, che hanno aderito volentieri: con questa proposta il messaggio che volevamo dare è che al costo di una pizza si possono mangiare piatti eccellenti, e scoprire i i prodotti del territorio».

A dire il vero, di novità ce n’è addirittura tre: oltre a vademecum tascabili e piatto unico, è nata anche una sorta di “Tessera Fedeltà”. «Abbiamo deciso, grazie alla preziosa collaborazione della Provincia e del Consorzio “Varese da Gustare”, di premiare la clientela più fedele alla nostra Rassegna, inserendo nel libretto di presentazione una piccola scheda da compilare, completa del timbro del locale e della firma del titolare; quando la scheda sarà completata, il cliente dovrà scrivere i propri dati e consegnarla direttamente al ristoratore» spiega Ferrarese.
I timbri sono sette, e per ogni ristorante non potranno che essercene due. Lo scopo infatti è quello di far provare più ristoranti possibile. «Una volta ricevute tutte le schede, l’Associazione ristoratori poi premierà i clienti, ovviamente con dei prodotti tipici del territorio» che verranno scelti in accordo con il consorzio Varese da Gustare. «Un riconoscimento e una scoperta anche per i varesotti» spiega Carlo Crosti «Che molto spesso non conoscono ancora molte delle eccellenze della provincia» chiosa l’assessore all’agricoltura della provincia Bruno Specchiarelli.

Insomma, se negli anni precedenti la rassegna ha aumentato continuamente il numero degli appassionati, quest’anno ci sono tutti i presupposti per il “grande salto”: cioè godere del successo del passaparola, e finalmente una proposta che può creare turismo enogastronomico, perlomeno dalle province o dalle nazioni vicine.  «Il turismo enogastronomico è al terzo posto in Italia in termini attrattivi e al secondo in Lombardia: è un settore quindi da consolidare – spiega Giovanni Luatti, responsabile della divisione business del Varese Convention and visitors bureau – Per quanto riguarda la struttura della proposta, penso che la validità del piatto unico non sia solo dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista del wellness e della cultura culinaria moderna: la struttura primo, secondo e dolce non è più moderna: certamente non lo è per gli stranieri, ma anche gli italiani sempre di più si orientano in forme di pasto meno strutturate».

I vademecum sono disponibili da oggi nelle sedi Ascom, negli Iat della Provincia, nei ristoranti interessati e in Internet: la sua versione in Pdf è al sito www.ristorantivarese.it.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 novembre 2010
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