Scabbia, riunione con i familiari alla Provvidenza

Il presidente Gallazzi ha convocato i parenti dei 32 ospiti che hanno le stanze nell'area da dove sarebbe partito il contagio: «Abbiamo spiegato cosa stiamo facendo per ridurre al minimo i rischi»

Sono stati convocati questa mattina dal presidente della casa di riposo "La Provvidenza" Cesare Gallazzi i familiari dei 32 ospiti alloggiati nella zona infetta da scabbia, la malattia infettiva della pelle che ha provocato già 4 casi di contagio tra i dipendenti dell’istituto che ospita gli anziani bustocchi. La convocazione della riunione da parte di Gallazzi era finalizzata da una parte a tranquillizzare i familiari presentando tutte le misure adottate dalla casa di risposo per evitare la diffusione del contagio e dall’altra a consigliare ai parenti di sospendere per qualche giorno le visite ai propri cari per evitare qualsiasi rischio di contagio.

Circa una cinquantina di familiari hanno preso parte all’incontro e ne sono usciti, in gran parte, rassicurati. Dopo la paura iniziale, infatti, molti hanno chiesto spiegazioni che, puntualmente, sono arrivate questa mattina. Il presidente Gallazzi ha ribadito che il contagio viene da fuori e non dalle condizioni igieniche della struttura che, come è stato ribadito anche dai sindacati ieri, è tra le migliori da questo punto di vista. Gallazzi ci ha tenuto a precisare anche che l’ospite deceduto a luglio sul quale è stata riscontrata la scabbia non è la causa del contagio e che attualmente solo uno dei 4 casi registrati è certamente affetto dalla malattia mentre per gli altri tre si sta attendendo l’esito delle analisi approfondite.

Gallazzi ha, infine, rassicurato anche sulle procedure di sanificazione della struttura: «E’ in corso nell’ala dove è stato riscontrato il contagio una completa sterilizzazione, assicuro a tutti che non c’è nessun pericolo e che qui dentro in 130 anni di storia sono passate tutte le malattie del mondo, senza allarmismi e senza contagi. Sappiamo come comportarci in questi casi e anche questa volta tutte le procedure sono state rispettate».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 novembre 2010
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