Varesino “spia” nei negozi per hobby e sventa un furto in Inghilterra

La strana storia di Alessio Gila, un dipendente della provincia di Varese che controlla le telecamere di sicurezza sul web, grazie al sito Internet Eyes

alessio gilaAlessio Gila, di Varese, ha 37 anni e lavora negli uffici della provincia. Alla sera e nei weekend, come molti, trascorre qualche minuto su Internet, navigando. Ma a differenzia degli altri, Alessio, non visita siti come Facebook o YouTube. No, lui preferisce guardare le immagini delle telecamere di sicurezza, trasmesse in diretta da piccoli negozi della periferia del Regno Unito. Un hobby decisamente particolare, che qualche settimana fa gli ha permesso di sventare un piccolo scippo e segnalarlo in diretta al negoziante a chilometri di distanza. Un giovane ragazzino inglese, di fatto, è stato scoperto mentre rubava delle caramelle, tutto per "colpa" di un 37enne di Varese che lo spiava su Internet.

Un furto di caramelle non è niente di eccezionale, ma Gila è finito persino sul Sunday Times e sul Corriere della Sera, che l’hanno incoronato come l’eroe che viene da lontano. Come Gila, in realtà, al mondo esistono altre centinaia di controllori del web. «Tutto è iniziato quando ho scoperto, per caso, il sito Internet Eyes», ci ha spiegato Gila. Internet Eyes è un sito inglese che consente ai negozianti di far controllare le loro videocamere di sicurezza agli utenti del web. Ogni negoziante paga 20 sterline al mese per il servizio, mentre per evitare che il sito diventi solo un covo di voyeur, i controllori devono pagare anche loro una sottoscrizione da 13 sterline all’anno.

Se i controllori passano molte ore sul sito possono ricevere un rimborso spese, in più per ogni segnalazione efficace possono ricevere un compenso, fino a un montepremi massimo di 1000 sterline (circa 1.880€), per chi ha sventato più furti.

«Io non lo faccio per i soldi, non potrei mai guadagnarci e comunque non mi interessa», spiega Gila, «Lo faccio perché credo sia qualcosa di socialmente utile, un modo intelligente di impiegare il proprio tempo». Qualcuno, però, lo fa proprio per mestiere: «So di una donna inglese rimasta a casa in maternità», ci racconta, «Controlla il sito 12 ore al giorno e ha già guadagnato 600 sterline per tutti i furti che ha evitato».

Per la maggior parte dei controllori, in genere, non c’è nemmeno la soddisfazione di un ringraziamento formale. Per tutelare sia negozianti sia gli utenti del sito, infatti, chi accede a Internet Eyes non sa quale negozio stia guardando e comunque non viene mai mostrato un negozio del proprio distretto. Quando ritiene di aver visto un furto, l’utente fa clic su un apposito link e il negoziante riceve un SMS anonimo, che gli consiglia di fare un controllo più accurato su un determinato cliente. Qui si ferma tutto, in genere non ci sono altri contatti tra utente e negoziante. Ma dato il caso eccezionale di Gila, che ha sventato un furto da chilometri e chilometri di distanza, l’identità della negoziante è comunque saltata fuori. Si tratta di una negoziante 46 enne di Plymouth, Debbie Butler, che ha potuto ringraziare l’eroe varesino: «Il ragazzo segnalato aveva rubato solo delle caramelle, ma faceva parte di una gang di ragazzini che continuava a rubare da noi».

Il futuro allora è questo? Un Grande Fratello 2.0, costituito dagli occhi di tutti noi? Secondo Gila sì: «Hanno iniziato gli inglesi perché spesso nei loro paesi ci sono negozi piccoli, dove il problema dei furtarelli sta dilagando», spiega, «Ma in futuro l’applicazione potrà essere più ampia: nel mondo ci sono milioni di telecamere e pochi occhi per guardarle, così possiamo affrontare meglio questo problema». E la paura per la privacy? Gila taglia corto: «Nei negozi non faccio mica la doccia, in fondo così mi sento solo più sicuro».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 novembre 2010
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