La lezione di Recalcati e Sannino applaudita dagli imprenditori

I tecnici di Cimberio e Varese protagonisti nel convegno voluto da "Varese nel cuore" alle Ville Ponti. «Umiltà e gioco di squadra alla base del successo». Unica assente, la politica

Teoria e pratica, frasi a effetto ma soprattutto tanta, tanta esperienza accumulata sui campi, nei palazzetti e dietro le scrivanie dello sport di vertice. Il workshop organizzato dal consorzio "Varese nel cuore" alle Ville Ponti ha portato davanti a una bella platea di imprenditori le testimonianze di Beppe Sannino e Charlie Recalcati, gli allenatori di Varese e Cimberio che hanno spiegato ai capitani d’azienda come si guidano gruppi complessi e articolati come le squadre professionistiche di calcio e basket. L’incontro – introdotto da un intervento del presidente della Camera di Commercio, Bruno Amoroso – è stato condotto dal professor Piero Almiento, docente di marketing e consulente della Pallacanestro Varese, che ha aperto i lavori con una relazione dedicata al team building, alla leadership e al modo in cui incentivare le motivazioni dei dipendenti.

workshop ville ponti varese nel cuore febbraio 2011I due interventi centrali, soprattutto visto il tipo di platea presente, sono però stati quelli di Sannino e Recalcati: più originale il primo, più tradizionale il secondo, ma entrambi capaci di spiegare come affrontano il proprio lavoro soprattutto dal punto di vista di far rendere al meglio le risorse umane. Storie diverse ma entrambe segnate dall’esperienza lavorativa al di fuori del mondo sportivo: così l’infermiere di Voghera (Sannino) e il giovanissimo addetto a magazzino e statistiche della RadioMarelli (Recalcati) hanno raccontato l’importanza di quei momenti e la consapevolezza, una volta avviata la carriera professionistica, della fortuna che si ha rispetto alle persone comuni. «Lo ripeto spesso a tutti i miei giocatori – ha insistito Sannino – se ci viene chiesto di lavorare due sole ore al giorno, dobbiamo farlo al massimo della nostra possibilità, portando al campo tutta l’esperienza e la capacità che abbiamo accumulato. E dobbiamo essere professionisti in tutto, non solo quando ritiriamo lo stipendio ma anche quando dobbiamo metterci al servizio del resto della squadra».
«Capire per chi e per cosa si lavora è importante – gli ha fatto eco Recalcati – A Varese ci sono gli stendardi che danno subito una prima lezione a chi arriva, ma è fondamentale coltivare anche questa conoscenza: quando ci si sente parte della squadra si rende di più. Questo vale per i giocatori ma anche per tutti coloro che fanno parte degli staff: lo sport resta un campo dove non bisogna fermarsi al proprio mestiere perché c’è una componente fatta di passione e attaccamento. Alimentare queste componenti, a ogni livello, aiutano a raggiungere un risultato migliore».
Entrambe poi hanno concordato su un altro punto: «Ai miei dico sempre – è Sannino che parla – che partiamo sfavoriti rispetto agli avversari: il centravanti avversario è sempre più forte di Pesoli, l’altra squadra è sempre più pronta del Varese. Solo se siamo consapevoli di ciò, possiamo pensare di dare tutto e superare l’ostacolo».
«Concordo con Giuseppe – replica Recalcati – perché tante volte nel confronto dei singoli la propria squadra è perdente. Ma una buona organizzazione complessiva e la convinzione di centrare un obiettivo comune è spesso la cosa decisiva per arrivare al risultato desiderato».

Interessanti anche i discorsi dei due "dominus" attuali della Pallacanestro Varese, il presidente Cecco Vescovi e il numero uno del consorzio, Michele Lo Nero. «Dirigere una società è decisamente più difficile che giocare – ha avvisato il grande ex biancorosso – Fondamentale è trovare la priorità in mezzo a un mare di decisioni da prendere» ha proseguito Vescovi portando a esempio quanto è accaduto negli scorsi mesi: «La sopravvivenza della società, in questo caso, ha la priorità sul risultato sportivo e non ho paura di dirlo ancora adesso. È chiaro che le basi del consorzio sono buone e che ora ci interessa salvarci, come dimostra anche l’ultimo nostro acquisto».
E sul gioco di squadra è stato incentrato anche l’intervento di Lo Nero che ha raccontato la vicenda di "Varese nel cuore" e del suo gruppo dirigente. «Quando mi è stato chiesto di presiedere il consiglio di amministrazione non ho accettato a cuor leggero. Però ognuno di noi porta una sua parte di esperienza e capacità all’interno del gruppo, a me rimane il compito di coordinare e lavorare sodo sul campo: sappiamo i rischi cui andiamo incontro con la formula del consorzio ma fino a questo momento stiamo avanzando senza intoppi».
Al workshop hanno come detto partecipato quasi un centinaio di spettatori, molti dei quali coinvolti come soci o sponsor in Pallacanestro Varese o Varese 1910, ma non solo. Gli unici assenti, a nostro parere, sono stati i politici di qualsiasi colore e livello: soprattutto ci saremmo aspettati di vedere quelli particolarmente coinvolti nelle tematiche sportive locali. Ma evidentemente, su queste tematiche, sono tutti "nati imparati".

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 17 Febbraio 2011
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