«Se Roma blocca il piano finanziario mi incateno al ministero»

L'assessore alle infrastrutture Cattaneo, di ritorno dalla capitale, ha effettuato un sopralluogo sui cantieri di Gazzada e Turate. Si attende l'ok definitivo al piano di pagamento dell'opera

Raffaele Cattaneo è appena tornato da Roma dove ha cercato di smuovere le acque a favore di Pedemontana e approfitta del sopralluogo effettuato questa mattina, venerdì, al cantiere di Gazzada Schianno per annunciare che, se entro 15 giorni non avrà risposte positive in merito al piano finanziario dell’opera, si incatenerà ai cancelli del ministero: «Abbiamo ottenuto 15 giorni di tempo per avere una risposta. Se questa sarà negativa sarò il primo ad andare a Roma con una lunga catena per incatenarmi alle porte del ministero dell’economia e chiederà a tanti lombardi di venire con me».

Il problema che blocca l’affido del secondo lotto è quel miliardo e duecento milioni che il piano prevede che vengano pagati a partire dal 2044 da chi vincerà la gara per la concessione autostradale: «Impossibile che qualcuno a Roma sia disposto a fermare tutto questo – afferma risoluto l’assessore alle infrastrutture lombardo – devono rispettare i patti. Non accettiamo mal di pancia tardivi dopo che il Cipe si è espresso due volte su quello stesso piano e l’ha approvato. Questo Paese deve garantire agli investitori privati la certezza del diritto, altrimenti assisteremo ad una fuga».

L’impegno preso è di quelli straordinari. Pedemontana non può fallire e non può essere interrotta soprattutto dopo che, a fronte della mancanza di soldi da parte dello Stato, la Lombardia ha deciso di fare da sé finanziandosi l’opera attraverso i privato, per quasi l’80%: «Un’opera che un anno fa è partita e che non vogliamo che si interrompa. Ogni anno a febbraio saremo qui per vedere a che punto siamo fino al momento della cerimonia inaugurale della prima gomma».

Per il presidente della Provincia Dario Galli il tunnel di Gazzada e l’intera autostrada sono un’opera imprescindibile per lo sviluppo del territorio, nonostante i problemi che questa crea ai cittadini: «Pedemontana è un’opera importantissima e importanti sono anche queste opere collaterali ma indispensabili per il sistema complessivo di Pedemontana. In un territorio così urbanizzato è inevitabile che ogni volta che si fa un’opera si toglier un pezzettino di territorio – spiega Galli – Stiamo cercando di farlo con il minore impatto possibile, come nel tratto in galleria tra Lozza e Morazzone, e cercando di ascoltare le richieste del territorio come si sta facendo con le rampe. In questo caso stiamo cercando una soluzione finale. Senza infrastrutture non riusciremmo, comunque, a tenere il passo dello sviluppo che serve ai nostri territori».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 febbraio 2011
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