La guardia giurata ammette la rapina: “Ero pieno di debiti”

Raffaele Crispino, 37 anni, era caporeparto in una multinazionale, poi è andato in causa e ha accettato una buonuscita. Ha ricominciato come guardia giurata ma aveva bisogno di soldi

La guardia giurata Raffaele Crispino, 37 anni, ha ammesso le sue colpe: una rapina frutto della disperazione, spiega il suo avvocato, Mauro Pagani, che ha chiesto al giudice, Stefania Pepe, gli arresti domiciliari, per tirarlo almeno fuori dal carcere, dove è detenuto da sabato scorso dopo l’arresto da parte dei carabinieri di Varese. E’ accusato di aver tentato di rapinare la farmacia di Cocquio Trevisago e di aver rubato la pistola a un collega per strada, in via Robbioni a Varese.  

Secondo il suo legale è un uomo disperato che ha commesso una serie di errori. Quella di Cocquio è una tentata rapina, per giunta con tratti maldestri, «e spero dunque che il giudice valuti il contesto – aggiunge – ora siamo in attesa di una decisione sulla attenuazione della misura».

Crispino è pieno debiti: è stato a lungo disoccupato, ha avuto un problema di salute molto serio, è andato in causa con l’azienda e alla fine ha accettato una buonuscita. Lui contava di tirare avanti con quei soldi, l’attesa è però durata più del previsto. Si sono accumulati dei debiti e ha perso la testa.

«La rapina però era fatta male – aggiunge il suo legale – non è un professionista, era la prima volta, non è un rapinatore seriale».

Secondo il gip le esigenze cautelari sono giustificate dal fatto che pur non avendo negato nulla ha compiuto due rapine in poco tempo, ciò porta a pensare che sia così confuso da poterne fare un’altra.

Che strana però la parabola di questo rapinatore. Arrivato da Napoli, entrò come operaio. Era un caporeparto nella sua azienda, perito elettronico. Quando litigò con l’azienda, anche la moglie, che aveva un contratto a termine in un’altra ditta, rimase a casa. Ma ha cercato di risolvere i problemi nel modo sbagliato. 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 04 Luglio 2011
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