Parte lo studio per la tutela della “cintura verde” intorno alla città

L'obiettivo potrebbe essere blindare gli spazi verdi per creare una cintura di aree protette, magari trasformandole in un parco naturale o estendendo quelli già esistenti

Blindare gli spazi verdi intorno a Varese per creare una cintura di aree protette che circondi la città, magari trasformandole in un parco naturale o estendendo quelli già esistenti.
Certo questo sarebbe l’obiettivo più ambizioso, per il quale conterà molto anche la volontà politica degli attori in campo, ma lo studio tecnico avviato oggi dal comune di Varese per l’attuazione del plis denominato “cintura verde sud di Varese" porrà le basi per arrivare anche fin lì.
Si tratta di uno studio avviato dal Comune con il sostegno della Fondazione Cariplo che nei prossimi mesi condurrà un’analisi tecnica degli spazi verdi che stanno a sud di Varese. Per intenderci, quelle aree di boschi e prati nell’intorno di Capolago verso al ferrovia, nel comune di Gazzada, a Bizzozzero, in parte a Lozza, nel versante destro della Valle Olona e a Malnate fino al plis della Bevera.
Si tratta di collegare anche queste aree a quelle che hanno già intrapreso lo stesso percorso e ottenuto tutele ambientali e vincoli di costruzione, quali il plis della Bevera, il Campo dei Fiori, il Parco della Valle del Lanza ecc.
In questo modo sarà possibile proteggere la cintura verde che circonda la città e creare aree protette per animali e piante, ma anche luoghi per l’attività all’aria aperta dell’uomo.
L’avvio dello studio è stato presentato dall’assessore ai parchi, sostenibilità e tutela ambientale Stefano Clerici, dal Sindaco Attilio Fontana, l’assessore provinciale all’Ambiente Luca Marsico e il consulente del progetto Ruggeri Alessandro. Partirà immediatamente e presenterà i suoi risultati la prossima primavera. Sarà allora, con tutti i dati tecnici raccolti, che sarà possibile avviare interventi reali sul territorio.
Le aree individuata potranno essere tutelate, ma dipende tutto dalle decisioni che prenderanno poi a palazzo Estense e negli enti coinvolti, attraverso vincoli di vario genere, innanzitutto limitazione all’espansione delle costruzioni, oppure attuare quegli accorgimenti che già la Provincia di Varese con il progetto dei percorsi biologici ha avviato in tutta la provincia per proteggere la biodiversità del territorio.
Lo studio potrà inoltre permettere la valorizzazione dei luoghi di interesse storico e naturalistico presente nelle aree verdi dell’intorno varesino. Ci sono per esempio elementi di pregio geologico (la serie geologica della formaggia, il masso erratico “sass di strii”, le cave della molera); elementi di pregio storico e culturale (la grotta di Bizozzero e i sentieri connessi) ed elementi di pregio naturalistico geologico (l’area umida cascina Stoppada e le specie animali annesse).

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 settembre 2011
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