Claudio Bossi, la passione che ha raccolto le storie del Titanic

Dal 1985 raccoglie e mette a confronto ogni singola fonte che appaia sul Titanic: ha ricostruito in modo più o meno ampio le storie di tutti gli italiani a bordo

Sono venticinque anni e più che raccoglie libri e testimonianze: per Claudio Bossi, dal paese di Oggiona con Santo Stefano, il Titanic è una vera passione, che lo ha portato a diventare il maggiore esperto italiano del transatlantico affondato. Del transatlantico, ma soprattutto delle storie dei suoi passeggeri italiani, ricostruite una ad una incrociando le diverse fonti: «Quando ero ragazzino, dodicenne, vidi un film, "Titanic, latitudine 41° Nord", che mi affascinò molto. Durante l’adolescenza me ne dimenticai, ma nel 1985 ritrovarono il relitto e si riaccese in me la passione». Da lì non si è più fermato: ha collezionato libri in ogni lingua («compreso lo svedese, l’albanese: non capisco ma raccolgo immagini associate ai nomi»), giornali dell’epoca, articoli dei periodici di oggi. In casa sua uno potrebbe aspettarsi di trovare cimeli ovunque, ma non è così, c’è solo un quadro con il profilo in legno della nave e alcune foto: «Non mi sono mai interessati i cimeli della nave: sono stati recuperati da là sotto, sarebbe come profanare un camposanto», dice ancora Bossi, che di lavoro fa il responsabile marketing in un’azienda di moda. Nel tempo ha raccolto diversi materiali sul suo sito www.titanicdiclaudiobossi.com, il più completo esistente sui naufraghi italiani: quelli scomparsi per sempre, i pochi ripescati dalle acque gelide dell’oceano e i pochissimi (due, oltre a Emilio Portaluppi) che uscirono vivi dalla tragedia. «C’erano italiani, ma anche tanti ticinesi che avevano nomi italiani», ricorda. Lui ha raccolto la storia di Emilio Portaluppi, ma sul sito riporta anche altre storie drammatiche come quella dell’unico naufrago giapponese, condannato ad una vita di ignominia, disprezzo e solitudine, per la sola colpa di essersi salvato in modo fraudolento. Adesso che l’anniversario del centenario del naufragio si avvicina giornali e televisioni cercano quasi ogni giorno Claudio Bossi, ma lui ama molto anche girare per conferenze (ne ha in programma molti nei prossimi giorni). Uno ad uno, gira i paesini che gli emigranti lasciarono per cercare fortuna negli Stati Uniti. E intanto ha appena pubblicato il suo primo libro sul tema (nella foto a destra), "Titanic – storia, leggende e superstizioni sul tragico primo e ultimo viaggio del gigante dei mari", editrice De Vecchi.

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 marzo 2012
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