All’ospedale di Circolo effettuata la “chemosaturazione”

Per la prima volta in una struttura pubblica, è stata applicata con successo la tecnica che consiste nella somministrazione di un farmaco per combattere le metastasi epatiche

Oltre venti persone, tra medici ed infermieri, hanno lavorato in équipe per eseguire un innovativo trattamento di radiologia interventistica detta chemosaturazione.

E’ successo lo scorso 20 dicembre, in una sala angiografica dell’Ospedale di Circolo, con l’obiettivo di attaccare le metastasi epatiche che non potevano essere eliminate chirurgicamente in un paziente oncologico mediante la somministrazione di un farmaco chemioterapico ad alta concentrazione.
A collaborare strettamente tra loro sono stati radiologi interventisti, anestesisti, cardioanestesisti, chirurghi, cardioghirurghi, oncologi, farmacisti, tecnici di radiologia, perfusionisti e infermieri altamente specializzati, guidati da un team di tutor con ampia esperienza nel campo, giunti apposta a Varese dagli Stati Uniti.
L’equipe multidisciplinare di medici del Circolo si è trovata lavorare insieme su una procedura mai svolta prima in un ospedale pubblico in Italia, ripetendo poi l’intervento su altri due pazienti il giorno successivo. In tutti tre i casi, la procedura, per la quale è necessaria l’anestesia generale, si è svolta con successo e i pazienti, dopo tre giorni di degenza postoperatoria, sono stati dimessi.
Nel dettaglio, la chemosaturazione consente di somministrare un farmaco chemioterapico ad alte dosi a livello del fegato, potenziandone così al massimo l’efficacia sulle metastasi, ma riducendone la tossicità sul resto dell’organismo: per evitare infatti che il farmaco si diffonda al resto del corpo, si ricorre ad una particolare e sofisticata procedura di circolazione extracorporea che filtra il sangue eliminando il farmaco precedentemente somministrato a livelli di concentrazione anche 6 volte più alti della normale chemioterapia.
«Siamo la prima struttura pubblica in Italia ad eseguire la chemosaturazione, mentre in Europa sono cinque gli Ospedali in cui si esegue tale trattamento – spiega il prof. Giampaolo Carrafiello, Responsabile della Struttura Semplice Dipartimentale di Radiologia Interventistica e promotore di questa iniziativa – La speranza è che questi primi tre trattamenti, insieme al quarto in programma per metà gennaio, possano essere l’inizio di una nuova pratica clinica nel nostro ospedale».
Non tutti i pazienti con metastasi al fegato possono sottoporsi a questo tipo di procedura miniinvasiva, ma solo casi selezionati dagli specialisti, oncologi, chirurghi e anestesisti: in questi casi la chemosaturazione può offrire la massima efficacia, riducendo al minimo le controindicazioni connesse ai farmaci chemioterapici. Le difficoltà maggiori, oltre al costo dei dispositivi necessari per attuare tale procedura (sinora tutti cofinanziati con un progetto di Ricerca del Centro Ricerche di Radiologia Interventistica dell’Università dell’Insubria), sono di natura organizzativa, data la necessità di coinvolgere un gran numero di specialisti di elevata professionalità.
Nel dettaglio, per raggiungere questo importante risultato, all’Ospedale di Circolo hanno collaborato tra loro gli anestesisti Salvatore Cuffari e Alessandro Bacuzzi, coadiuvati dalle nurse Tiziana Agrati, Armanda Fagnani, Emanuela Ponti e Alessandra Turra, il cardioanestesista Marco Realini, i radiologi Carlo Fugazzola e Gloria Angeretti e i radiologi interventisti Giampaolo Carrafiello, Chiara Floridi, Federico Fontana, Annamaria Ierardi e Monica Mangini, coadiuvati dai tecnici di radiologia medica Angelo Tabita e Marco Borneo e dagli infermieri della sala angiografica Maria Angioi, Monica Baiocchi, Cristina Ceppinati, Grazia Vezzoli e Olga Quispe, gli oncologi Graziella Pinotti e Claudio Chini, il cardiochirurgo Cesare Beghi e la sua équipe, con i perfusionisti Patrizia Doria e RiccardoVinci, il chirurgo Eugenio Cocozza e la sua équipe, i farmacisti Anna Malesci, Raffaella Cavi e Dario Galli, tutti supportati dall’Ingegneria clinica di Umberto Nocco e sotto la supervisione della Direzione Sanitaria e Medica. 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 11 Gennaio 2013
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