Alla scuola Ferrarin commozione per il giorno della memoria

Il resoconto delle due iniziative messe in atto dagli studenti della secondaria di primo grado Ferrarin, tra uno spettacolo e una serata aperta al pubblico

Intensa partecipazione all’insegna dei diritti umani e della memoria è quella che ha animato la mattinata e la serata del 25 gennaio, data in cui i ragazzi della secondaria di primo grado Ferrarin hanno partecipato alla visione dello spettacolo sulla Resistenza rappresentato dall’Associazione Progetto Zattera di Varese. Nelle fiabe spesso la libertà si conquista con spade magiche o con la furbizia di piccoli segreti, mentre spesso le guerre fra i popoli, diventano uno scenario crudele dove le vite vengono appese al chiodo della menzogna. 

I ricordi personali che vengono spesso dimenticati per anni e rinchiusi nei cassetti della memoria, all’improvviso prendono forma e ci spiegano che la verità è soltanto dalla parte della libertà.
Con questi racconti, scelti da testimonianze della lotta partigiana raccolte in Provincia di Varese, la compagnia teatrale ha voluto svelare i dolori della guerra attraverso ricordi e storie di persone che l’hanno vista e sentita da vicino, senza trascurare però l’ironia e la leggerezza tipica dei contastorie.

Durante la serata, invece, i ragazzi delle classi terze hanno organizzato e costruito loro stessi una serata aperta al pubblico per ricordare il 27 gennaio 1945, quando le truppe dell’armata rossa entrarono nel campo di concentramento di Auschwitz e proporre, attraverso una propria riflessione sui conflitti umani, il desiderio di partire proprio dalla realtà di ogni giorno per trasformare la violenza in pace.

 

L’atmosfera di riflessione e raccoglimento era suggerita dalla luce flebile di candele accese ognuna per ricordare le tante persone che hanno perso la vita senza ragione durante l’ultimo conflitto mondiale; e ancora oggi ci chiediamo perché sia accaduto tutto questo.

Si è partiti dal testo di narrativa letto in questi mesi, per arrivare ad uno studio sulla lingua del Terzo Reich e quindi presentare una serie di disegni e pensieri prodotti dai ragazzi su come gli adolescenti possono superare, con l’aiuto di genitori e insegnanti, i conflitti che nascono all’interno della classe o nei rapporti di amicizia; riflessione che sorge dal desiderio di dare fiducia ai giovani sulle potenzialità e le bellezze dell’animo di ciascuno, ed evitare così esperienze tragiche o distruttive per l’intera società.

L’intento era anche quello di trasmettere questo desiderio di pace a tutti coloro che erano presenti alla serata e speriamo, almeno in questo, di aver lasciato un segno, anche piccolo, in ciascuno di loro.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 30 Gennaio 2013
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