I lavoratori Holcim: “Su di noi la doccia fredda dei licenziamenti”

I lavoratori si preparano alla trattativa con l'azienda, nel frattempo presidi e scioperi continuano nello stabilimento di Ternate. Anche la superstrada bloccata dai volantinaggi

Verranno tagliati ventitre lavoratori sui cento che sono in forze allo stabilimento Holcim di Ternate. L’annuncio dell’azienda è arrivato come una doccia fredda sui lavoratori ma i sindacati sanno che il vero braccio di ferro inizia adesso e alla trattativa con l’azienda vogliano arrivare con determinazione. Per questo i lavoratori in questi giorni sono in agitazione e oggi in tantissimi erano in presidio di fronte all’azienda fina dalle prime ore dell’alba.
Per difendersi dal freddo si sono attrezzati con un falò e una piastra per i panini con le salamelle, durante la mattina più volte hanno rallentato la circolazione stradale sulla superstrada sulla quale si affaccia lo stabilimento per volantinare ai passanti le loro ragioni: l’obiettivo adesso è quello di tenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo in attesa di sedersi ad un tavolo con i vertici aziendali.
Ad accompagnarli nel percorso delle trattative ci sono il coordinamento delle rsu e le segreterie territoriali e regionali di Feneal Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil.
Il dramma dei lavoratori è quello di vedersi improvvisamente accompagnare alla porta dell’azienda nella quale lavorano da anni, con lo choc di un così breve preavviso e il terrore di affrontare una ricollocazione lavorativa nel mezzo di una spaventosa crisi economica e con un’età ormai avanzata.

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I lavoratori della Holcim in protesta 4 di 20

Dopo l’annuncio dell’Holcim la protesta dei lavoratori si è alzata subito compatta, l’azienda, di contro, ha spiegato che “l’intera organizzazione (produzione, strutture centrali e di supporto) di Holcim (Italia) sarà rivista: saranno valutate riduzioni di attività, ridimensionamenti ed accorpamenti di funzioni”.
Ed è proprio questa riorganizzazione a preoccupare molti degli operai: «perché l’azienda sceglie proprio in questo momento di ridurre il proprio orizzonte operativo alle sole commesse legate alle opere pubbliche? – dice il sindacalista Flavio Nossa della Fillea-Cgil -. Che prospettive può avere una scelta di questo tipo tenendo conto che le opere pubbliche sostanzialmente quelle legate a Pedemontana e all’Expo 2015 e che quindi fra due anni non ci saranno più? A noi sembra una prospettiva temporale di brevissimo periodo, un’azienda non può riorganizzare la sua produzione con un orizzonte così limitato».
In tutto il gruppo svizzero ha annunciato 155 licenziamenti nel settore cemento e altri 25 nel settore calcestruzzo nei diversi stabilimenti sparsi nel nord Italia.

I sindacati hanno annunciato una giornata di sciopero domani, mercoledì 16 gennaio, giorno in cui il gruppo Holcim riceverà a Milano il premio “Impresa a responsabilità sociale" di Unioncamere Lombardia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 gennaio 2013
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