“Noi siamo il cambiamento”: la squadra del PD inizia la corsa alla Regione

Quattro uomini e tre donne nella lista per il Consiglio regionale: Alfieri, Migliarino, Pasin, Taricco, Antonello, Castelli e Marchesin. Si vota il 24 e 25 febbraio

Quattro uomini e tre donne: la squadra del Partito Democratico per la partita regionale è pronta. Alessandro Alfieri (consigliere regionale uscente e capolista, secondo da destra), Giuseppe Migliarino (sindaco di Gorla Minore, primo da destra), Jimmy Pasin (capogruppo PD a Somma Lombardo, primo a sinistra), Fabrizio Taricco (segretario provinciale PD, secondo da sinistra), Letizia Antonello (ex capogruppo a Laveno Mombello, terza da destra), Renata Castelli (direttore del Museo Bertoni, al centro) e Vincenzina Marchesin (ex vicesindaco di Azzate, terza da sinistra). Migliarino va a "sostituire" Nicola Gilardoni, che ha dovuto rinunciare alla candidatura in seguito a un malore. Le elezioni si svolgeranno il 24 e 25 febbraio insieme a quelle nazionali.
«Questi sette nomi – spiega Taricco – escono da un lavoro importante fatto sul territorio con i circoli e gli iscritti. Siamo una bella squadra in grado di affrontare questaa sfida con la convinzione di poter cambiare insieme questa regione dopo vent’anni di centrodestra»
L’avversario è quello già affrontato nelle scorse tornate elettorali: il centrodestra formato da Pdl e Lega Nord. «Sosteniamo Ambrosoli a partire dal suo impegno forte sulla legalità – commenta Alfieri -: un segno di discontinuità forte rispetto a chi ha governato fino ad oggi. Dall’altra parte ci sono Albertini e poi Maroni, proprio lui che insieme a Salvini più volte ha detto "mai più con Pdl e con chi ha portato la mafia nelle istituzioni". Ora sono di nuovo tutti insieme per salvare qualche poltrona».

E se l’obiettivo comune è vincere e sostenere con il massimo impegno il candidato Ambrosoli, ogni candidato ha una sua idea di cosa e come rappresentare il territorio varesino in Regione. «Rappresento il territorio del nord della provincia – spiega Antonello -, una zona fatta di piccoli comuni che spesso si sentono lontani dal centro, ma che invece hanno potenzialità da incentivare». 
L’esperienza di Castelli arriva invece dalla scuola e dal mondo dell’arte. «La decisione di candidarmi nasce anche dalla mia esperienza personale di volontaria e dall’importanza che do all’idea di impegnarsi per il proprio paese. I temi su cui intendo concentramni saranno i giovani, la scuola, le donne, il territorio come patrimonio artistico e culturale da valorizzare».
E’ invece quello del sociale il campo in cui Marchesin sente di «poter mettere a disposizione le mie competenze per questa squadra. In particolare penso alle problematiche femminili, dei pensionati, della scuola con particolare soprattutto al mondo dell’asilo, e degli anziani».
Rimarca invece l’importanza della sua esperienza operaia Migliarino. «Il mio percorso è fatto da passione e amore per la politica. Non ci si può tirare indietro quando c’é bisogno di fare qualcosa. Il recupero idrogeologico, il lavoro,  il settore sociale e le difficoltà degli enti locali sono a mio parere le istanze più importanti da portare avanti in questo momento».
Pasin invece punta tanto su una questione più "ristretta", ma che in realtà travalica i confini provinciali. «A Varese abbiamo la prima infrastruttura d’Italia, Malpensa. Questo é un tema sottaciuto da tutte le forze politiche, soprattutto dalla Lega. Mi piace l’idea di avere in Regione persone non "tuttologhe", ma esperte in questioni precise. Malpensa è il paradigma dell’uso del territorio attuato fino ad oggi. Con Ambrosoli invece vogliamo cambiare punto di vista: non consumare ancora, ma utilizzare strutture che già abbiamo. Insomma, non solo grandi opere, ma una maggior attenzione per le piccole opere che possono anche produrre lavoro per le imprese locali».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 19 Gennaio 2013
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