“L’Italia di oggi ha bisogno di uomini come Montalbano”

Da lunedì sera quattro nuovi episodi su Rai 1 del commissario nato dalla penna di Camilleri. Intervista al regista bustocco Alberto Sironi, che da 15 anni dirige i film con Luca Zingaretti

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Montalbano, i nuovi episodi 4 di 15

Sono passati 14 anni dalla messa in onda del primo “Commissario Montalbano”. E da allora sono stati realizzati 22 episodi, più altri 4 che andranno in onda su Rai 1 ogni lunedì sera dal 15 aprile. Se davanti alla macchina da presa, nei panni del commissario nato dalla penna di Andrea Camilleri, c’è sempre Luca Zingaretti, alla regia c’è lui, Alberto Sironi, regista di origine bustocca con una lunga carriera televisiva alle spalle. (nella foto: Alberto Sironi e Luca Zingaretti sul set)

Da allora ne sono passate di storie e la Rai ha sempre creduto molto in questo personaggio che ha raccolto milioni di ascoltatori, battendo ogni record televisivo. A differenza delle varie fiction, spesso massacrate dalla critica e giudicate poco vendibili all’estero, Montabalbano non ha mai deluso le aspettative di critica e pubblico, riuscendo persino a essere un prodotto televisivo venduto in 73 paesi del mondo.

Ora lunedì sera le quattro nuove storie (e ce ne sono altre quattro in preparazione), tutte tratte da altrettanti libri di Camilleri: Il sorriso di Angelica, Il gioco degli specchi, Una voce di notte, Una lama di luce. Oltre a Zingaretti ci saranno i fidati coprimari: Cesare Bocci (Mimì Augello), Peppino Mazzotta (Fazio), Angelo Russo (Catarella), Davide Lo Verde (Galluzzo). Con una novità in più: il ritorno, dopo 10 anni di assenza, di Livia, la fidanzata di Montalbano, prima sempre presente solo via telefonica. «Per la precisione abbiamo iniziato nel 1998, gli anni sono 15» precisa divertito il regista Sironi.

 

Cosa è cambiato in tutti questi anni?

«È cambiato molto in questi anni, siamo diventati più vecchi, ma devo dire che il rapporto che c’è con la mia troupe è fatto di un bell’affiatamento, lavoriamo volentieri insieme. Abbiamo fatto 26 film in 15 anni, in confronto a tante serie tv non sono molti, ma perché questi sono veri e propri film, più curati. Ci fa piacere poter lavorare a livelli molto buoni e i risultati ci danno ragione. È vero che Montalbano costa molto più di altri, ma fare 7 milioni di media con le repliche, vuol dir che tutto funziona».

 

Esiste una ricetta per il successo di Montalbano?

«Non c’è una ricetta, bisogna ricordarsi che è un personaggio straordinario scritto da Camilleri, uno dei più importanti degli ultimi 50 anni nella letteratura italiana. Zingaretti poi ha costruito un personaggio negli anni strepitoso, anche se fisicamente si discosta molto da quello dei libri. Nella serie tv uello che conta è quello che fai nel personaggio. E ne è soddisfatto anche Camilleri».

 

Secondo lei perché piace tanto questo commissario?

«È personaggio di cui l’Italia avrebbe bisogno, che rinuncia alla carriera per stare con i suoi uomini, che dà sempre ragione alla propria coscienza, che combatte a suo modo le ingiustizie, che affronta uomini politici che lo vogliono mettere sotto. Montalbano incarna un bisogno che ha il nostro paese. E soprattutto in questo periodo avremmo davvero bisogno di uomini come lui».

 

Cosa c’è di nuovo in queste ultime storie?

«In questi ultimi romanzi si respira un’aria di malinconia, al punto che una serie di fatti non raggiungono nemmeno completamente la soluzione, rimangono dei particolari che sfuggono, come se quello che accade nel mondo sia così scuro che è difficile da vedere. In queste storie Camilleri ha sentito l’aria che tira in Italia e l’ha resa reale. Nella penultima puntata, Una lama di luce, c’è anche lo sdegno nei confronti della prevaricazioni di una certa politica mafiosa, per chi usa il potere per schiacciare la libertà del cittadino. Più attuale di così».

 

È vero che si stanno preparando altri quattro episodi?

«Non sappiamo ancora quali ma ce ne sono altri quattro in preparazione. Camilleri ha promesso di prepararci le storie e le promesse lui le mantiene sempre. È una persona di una speciale intelligenza, talmente brillante che sembra avere 50 anni in meno di quelli che ha. È un cervello unico».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 15 Aprile 2013
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