Gli albergatori: “Gli hotel a Malpensa sono distorsione del mercato”

Federalberghi rilancia l'allarme sul settore, dopo l'annuncio di un nuovo hotel low-cost che sorgerà accanto al Terminal 2: calano i passeggeri e cresce la cassa integrazione. "Rischiamo di non vedere Expo 2015"

Il nuovo hotel dentro a Malpensa rischiano di dare la mazzata finale agli alberghi sul territorio. A ribadirlo unitariamente sono gli associati di Federalberghi, riuniti per l’assemblea annuale a Torba. In una situazione già difficile, la notizia che ha creato preoccupazione tra gli addetti del settore è stato l’annuncio del nuovo "budget design hotel" che che Inter Hospitality realizzerà all’interno dello scalo, con apposito accordo con Sea: un tre stelle con 150 camere doppie, prima struttura ricettiva al Terminal 2, la cui apertura è prevista per la primavera de 2014 (nella foto: un render di un futuro Moxy Hotel, nome commerciale della nuova struttura). «Dopo la costruzione dello Sheraton al Terminal 1 si tratta di un nuovo passo verso la distorsione del mercato che soffre per un eccesso di offerta di camere». Federalberghi parla di  indici di occupazione e redditività in picchiata da 6 anni a questa parte (il livello dell’occupazione delle camere è passato dal 73,69%, al 58,94%): «La maggiore offerta indurrà ad una concorrenza fatta al ribasso, mettendo in serie difficoltà gli albergatori della zona a causa dei drastici ridimensionamenti dei fatturati», l’analisi immediata degli associati. Aumenta la concorrenza locale (e intere zone negli anni scorsi, da Somma a Cardano al Campo a Lonate, sono state dedicate agli hotel), ma contemporaneamente calano i passeggeri: il numero di passeggeri su Malpensa nel 2012 (18.329.205) ha subito un calo del 4% rispetto al 2011(19.087.098). E in molti hotel si è dovuto fare ricorso alla cassa integrazione.

Gli occhi degli operatori locali sono a questo punto puntati sul futuro di Alitalia e sul riordino del sistema aeroportuale lombardo, con la speranza che restituisca allo scalo della brughiera un ruolo forte, facendo di Linate un city airport. Una sfida che gli albergatori si augurano possa essere portata a termine dal nuovo Cda di Sea, presieduto da Pietro Modiano e che ha tra le sue file anche un ex amministratore locale come Mario Aspesi, che è stato anche presidente dell’Associaizone dei Comuni Aeroportuali. La battaglia su Malpensa – sottolinea Federalberghi – non riguarda solo gli albergatori del Varesotto, ma vede ormai un possibile fronte comune con i colleghi di Milano, anch’essi danneggiati dal ridimensionamento dello scalo (dopo il de-hubbing di Alitalia) e dall’affacciarsi delle nuove strutture. «Altro che speranze legate a Expo 2015 – commentano gli albergatori della zona -: se si va avanti così molte strutture dell’area Malpensa a quell’appuntamento non ci arriveranno». Insomma: Malpensa dev’essere una occasione da rilanciare come aeroporto, non un potenziale concorrente nel settore alberghiero.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 27 Giugno 2013
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