“Cerco un editore per raccontare la mia malattia senza nome”

Luca Alfano, 36 anni, lotta da oltre 20 anni con una malattia mai diagnosticata. Ora gira solo con l'ossigeno, ma dice "farei la firma per rimanere così". Mentre sogna che gli venga pubblicato il llibro

 «Luca è un ragazzo forte, che non si arrende. Aiutiamolo insieme. La sua storia mi ha molto colpito. La sua malattia non è riconosciuta: stiamo cercando di capire se in Italia e in Europa ci sono medici o ricercatori pronti a prendere in carico questo caso rarissimo. Luca vuole sapere di cosa è malato. Ma il suo sogno è anche un altro: pubblicare il libro con la sua storia. E allora lancio un appello: se c’è un editore disposto a dargli una mano, può contattare direttamente me o il Comune». Così il sindaco di Varese, Attilio Fontana, racconta l’ incontro con Luca Alfano, dopo aver conosciuto il suo dramma tramite il consigliere comunale Giacomo Cosentino: Luca Alfano ha 36 anni, 23 anni fa cominciò a stare male. Oggi la sua malattia non è ancora stata diagnosticata.

Ciò che sta più a cuore a Luca è la pubblicazione del libro. E così spiega: «Sono chiuso dentro un corpo che non è il mio. Questo è il titolo del mio stato attuale: sono vivo, voglio vivere e sogno sempre di realizzare i miei sogni. Uno di questi è la pubblicazione del mio libro, un libro che racconta la mia storia da quando ero una promessa del calcio alla vita di malato: oggi, invece di girare per i campi da calcio, giro alla ricerca di un ospedale che, dopo 20 anni di calvario, mi dia delle risposte certe perché nessuno è ancora riuscito a capire che malattia ho! E’ un libro ironico con dei passaggi drammatici e particolarmente emotivi, fatto di riflessioni, ma molto piacevole da leggere. Sono alla ricerca di una casa editrice che riesca a trasformare il mio sogno in realtà e sono più che certo che questo accadrà. "Credi in quella cosa e quella cosa accadrà…"».

Luca ha la forza anche di raccontare la sua malattia: «In questo momento la mia vita per ovvi motivi è molto limitata, uso ossigeno 24 ore su 24. Oltre a questo durante la notte e almeno tre ore durante il giorno devo mettere una mascherina collegata ad una macchina chiamata Bipap che mi aiuta a respirare meglio ed eliminare l’anidride carbonica che ho sempre a livelli elevati. Riesco ancora a camminare per cinque metri appoggiandomi a qualcuno, ma poi mi devo fermare per mancanza di fiato e muscoli. Basta un po’ di afa estiva o un semplice raffreddore per complicare la situazione già precaria. Ogni giorno peggioro, continuo a perdere peso, se devo morire voglio almeno sapere di cosa».

Luca sta ricevendo il sostegno del Varese Calcio, dell’associazione VareseLab e di tanti varesini.
Spiega Paola Frascaroli, responsabile marketing dell’AS Varese 1910: «Mi occupo dell’aspetto marketing e per natura di quello sociale. Mi capita ogni giorno di analizzare richieste di Onlus o di persone che chiedono sostegno o visibilità attraverso il Varese 1910. Ho conosciuto Luca tramite Giacomo Cosentino e subito ho capito che ha qualcosa di speciale e che raramente si incontra. Ha un’ autoironia ed una voglia di vivere che deve essere di esempio. E’ la dimostrazione vivente che non bisogna mai arrendersi. Quando un ragazzo di 36 anni che usa ossigeno 24 ore su 24 ti guarda e ti dice: “farei la firma per rimanere così” e sorridendo ti schiaccia l’occhio e ride, capisci che la vita è un bene prezioso. Ho due figli piccoli e quando saranno grandi vorrei dare loro la possibilità di leggere il libro di Luca. Magari lo leggeremo insieme e sono sicura che il messaggio che riceveranno riscalderà il loro cuore».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 01 Ottobre 2013
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