Il convento della Brunella trova un nuovo proprietario e un nuovo destino

Il fabbricato che ospitava il seminario dei frati minori, in via Crispi accanto alla chiesa, è stato ceduto alla Fondazione Piatti, che realizzerà in quegli spazi un Centro Multiservizi per le Disabilità e la Famiglia

convento brunellaIl convento della Brunella continuerà a essere un “portatore di bene”.
Il fabbricato che ospitava il seminario dei frati minori, in via Crispi a Varese, accanto alla chiesa, è stato infatti ceduto alla Fondazione Piatti che realizzerà in quegli spazi un grande progetto: un Centro Multiservizi per le Disabilità e la Famiglia.

L’accordo prevede la cessione dell’intero fabbricato (2400 mq) più un’area verde di 1700 mq al prezzo di 1 milione e mezzo di euro (circa 400 euro al metro quadro) finanziato con un mutuo a lungo termine. Un buon affare per la fondazione, che trova per il progetto una sede prestigiosa e centrale, ma anche una soddisfazione morale per i frati: «Da quando si è sparsa la voce che la curia non era interessata a rilevare anche il convento, abbiamo ricevuto proposte di ogni genere: chi lo voleva per fare un albergo, chi per fare case o uffici, chi una scuola privata… – spiega padre Renato Beretta, già legale rappresentante dell’Ordine –  ma non erano destinazioni che ci sembravano consone alle nostre intenzioni, che erano quelle di valutare soluzioni a “impatto sociale positivo”. Poi è arrivato don Pino con questa proposta, e abbiamo fermato tutto».

“Don Pino” è don Pino Gamalero, che da molti anni si prende cura di una realtà importante ospitata nel ex seminario dei frati: il consultorio familiare La Casa, che molti varesini conoscono per i corsi prematorimoniali, ma che fa anche assistenza alla coppia e a a tutti i passi della maternità. «Quando abbiamo saputo che la Curia aveva scelto di non tenere il convento, ci siamo preoccupati: quella era la nostra sede, tutte le nostre attività sarebbero state a rischio. Ho saputo però dell’interessamento della fondazione ad una sede per il loro nuovo progetto e mi sono fatto avanti con la proposta». Un’idea che ha messo d’accordo tutti, e in breve tempo: l’annuncio della partenza dei frati dalla Brunella è dei primi di giugno e il progetto è stato presentato oggi, 29 ottobre, meno di sei mesi dopo, nei locali che ospitano il consultorio familiare: che resterà – insieme alle nuove realtà – nella struttura, sfruttando un comodato d’uso previsto nelle trattative.

UN SEGNO DEL DESTINO
L’incontro tra gli intendimenti dei frati minori e la fondazione Renato Piatti "non è un caso", anche se apparentemente lo sembra, come ha raccontato la presidente della fondazione Piatti Cesarina del Vecchio: «35 anni fa io e mio marito Renato, cui ora è dedicata la fondazione, avendo un figlio disabile ci siamo rivolti ai frati della Brunella per chiederci se potevano darci in uso due localizzi, per poter condividere l’esperienza e aiutarsi reciprocamente con altri genitori nella stessa situazione. Qua sotto, 35 anni fa, è nata Anfass, e sembra un segno del destino che la fondazione Renato Piatti, che prende ili via da Anfass, abbia ora avuto l’occasione di comprarla. Io sono convinta que questo non succeda per caso:  sono certa che la persona a cui è dedicata la fondazione ci stia guidando da lassu. Cosi possiamo preparare un progetto grande,che si possa estendere a molte fragilità. E devo ringraziare i frati che hanno visto in noi la prosecuzione di un opera, nella nostra proposta. In questo luogo vogliamo far convergere centri diurni, residenzialità, ricerca. Cercavamo il luogo giusto, l’abbiamo trovato. Non solo per la struttura, ma per il fatto che qui c’è l’anima della nostra storia»
 

LA STRUTTURA
Il nuovo centro riunirà in un solo luogo la clinica, la riabilitazione precoce, la residenzialità, la formazione, la ricerca, la sperimentazione scientifico-sociale nonché l’ascolto e l’accompagnamento delle famiglie. Una struttura multifunzionale che potrà porsi come “sportello unico di welfare” e avrà “un orientamento mirato alla presa in carico della famiglia in modo complessivo, soprattutto nelle situazioni di criticità (separazioni, disabilità, non autosufficienza, povertà, ecc.)”.
La struttura sarà divisa in più parti: al piano terra è prevista l’unità di offerta sanitaria riabilitativa di NPIA per minori con autismo e disturbi pervasivi dello sviluppo (DPS), al primo piano una Comunità alloggio, cioè una unità residenziale temporanea o permanente per adulti con disabilità, al terzo piano le sedi sociali di Fondazione Piatti, ANFFAS Varese e Associazione Sportiva ASA Varese, il Centro per la famiglia in collaborazione con il Consultorio Fondazione Istituto La Casa e il Centro studi e formazione sulle disabilità intellettive e relazionali. Al quarto piano resterà invariata l’ubicazione e l’attività dell’attuale consultorio familiare accreditato della Fondazione Istituto la Casa.
Il progetto, che prevede la riqualificazione dell’immobile in chiave sociale, si avvale della collaborazione attiva della Fondazione Istituto “La Casa” di Varese, Anffas onlus di Varese e Associazione Sportiva ASA Varese nonché della partecipazione di ASL Varese attraverso la sua Direzione Sociale. «Lo sviluppo ideale di un percorso già avviato con Fondazione Piatti affiancando esperienze e competenze complementari» ha commentato il presidente della Fondazione Istituto La Casa Carlo Negri.

ALLA PRESENTAZIONE ANCHE
IL PRESIDENTE DELLA LOMBARDIA E IL SINDACO DI VARESE 

Alla conferenza di presentazione c’erano le istituzioni civili e religiose. Rappresentanti delle prime erano il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, il Commissario Straordinario alla Provincia di Varese, Dario Galli, e il Sindaco di Varese, Attilio Fontana. «Quella della fondazione piatti è stata una scelta coraggiosa e generosa, che siamo qui per sostenere, con quello che possiamo fare. Come Regione Lombardia siamo molto attenti alla fragilità e, proprio pochi giorni fa abbiamo assunto una delibera che stanzia 30 milioni di euro per i componenti fragili della famiglia – ha spiegato in particolare Roberto Maroni – Anche da questo punto di
vista la Regione Lombardia è tra le più attente a questo mondo e anche oggi, qui a Varese, dimostriamo la nostra attenzione verso le situazioni di fragilità, situazioni in cui vogliamo intervenire, per risolverle».  Per la parte religiosa, oltre ai Frati Minori e al responsabile de La Casa, c’era anche Monsignor Gilberto Donnini, Prevosto di Varese: «I frati della Brunella sono stati qui 75 anni e sono molto dispiaciuto che non ci siano più – ha innanzitutto sottolineato Donnini – Ma, nella disgrazia, la soluzione che è stata trovata è molto bella e sono contento per motivi anche personali: qui sotto c’era la sede del Luce dove ho lavorato per 11 anni. Mi sarebbe spiaciuto finisse in mezzo a una speculazione qualunque».

CHIESA E ORATORIO DONATI ALLA CURIA MILANESE
Quello dell’ex seminario è solo una parte del comprensorio della chiesa della Brunella, di cui fa parte anche la chiesa stessa e il grande oratorio: la proprietà di questi ultimi, nei quali c’è anche la mensa dei poveri e l’armadio dei poveri,  è stata donata dai Frati Minori alla Curia Milanese «I frati ci lasciano una eredità impegnativa ma ricchissima d cui raccogliamo lo spirito con entusiasmo – spiega il nuovo parroco della Brunella don Marco Casali – le attività di mensa, docce e armadio del povero proseguono, sotto l’egida della Caritas. E per metterlo in pratica, i volontari che garantiscono tutto questo sono piu di cento». 


Redazione VareseNews
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Pubblicato il 29 Ottobre 2013
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