Il Pd al sindaco: “Commemoriamo la tragedia di Lampedusa”

Gli esponenti del circolo locale stigmatizza il comportamento di Fabio Felli, che aveva ammainato la bandiera tricolore davanti al Comune in segno di protesta alla proclamazione del lutto nazionale da parte del governo

In una nota il Partito democratico gemoniese esprime in una nota la propria posizione di forte critica all’operato del sindaco Fabio Felli che, in occasione della tragedia avvenuta a largo di Lampedusa il 3 ottobre scorso e nella quale sono morte oltre 350 persone, aveva ammainato il tricolore

E’ sconcertante assistere allo spettacolo messo in scena dal signor Sindaco in occasione della giornata di lutto nazionale per l’ennesimo e sconvolgente dramma dell’immigrazione a Lampedusa. Scrive un comunicato stampa di un qualunquismo sprezzante e si fa fotografare mentre ammaina la bandiera italiana; successivamente per i molteplici interventi di condanna espressi anche sui giornali nazionali, cerca di rimediare incolpando la stampa di non essere stato capito.

Le parole, i toni e i contenuti del comunicato non sono caduti dal cielo, sono frutto del suo modo di pensare, poiché anche sui notiziari comunali spesso si è espresso con questi toni.
A noi non è chiaro il fine, ne cogliamo solo un intento di propaganda elettorale.
Purtroppo Lui ci rappresenta, e in quest’occasione il paese non ha fatto una bella figura.
Ricordiamo che il Sindaco, nelle occasioni ufficiali, rappresenta tutta una comunità, non può identificarsi in un’idea o in un partito, per esprimere le opinioni personali, (dopo attenta riflessione e con il dovuto rispetto), ci sono momenti e occasioni appropriate.
Nel momento della commemorazione di una tragedia, è sicuramente più rispettoso un momento di silenzio, di riflessione e di sensibilizzazione.
Non vogliamo in questo foglio affrontare il tema spinoso e complesso dell’immigrazione, ma esprimere la nostra assoluta condanna per il suo comportamento, lesivo del ruolo istituzionale, per il rispetto dovuto alle vittime della tragedia e per la superficialità espressa nei confronti del problema dell’immigrazione.

E’ necessario comunque andare oltre la grande emotività, il dramma cui assistiamo impotenti che purtroppo rischia di ripetersi; negli anni a venire il problema immigrazione per i paesi ricchi sarà sempre più importante e coinvolgente; più della metà dei cittadini del mondo vive in situazioni di fame e libertà molto lontane dalle nostre condizioni minime di vita.
Dobbiamo sollecitare le persone responsabili del governo dell’Italia, dell’Europa, del Mondo e delle Organizzazioni Mondiali di Solidarietà a una collaborazione maggiore e molto più concreta, non ci sono bacchette magiche, ma con le responsabilità di molti, la ragione e i buoni sentimenti si può mitigare il dramma di chi decide di emigrare per fuggire, principalmente, dalla fame, dalle guerre, dalle persecuzioni.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 07 Ottobre 2013
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