Uffici freddi e mancata valutazione dello stress: i dipendenti del Comune presentano un esposto

I Rappresentanti sindacali per la Sicurezza hanno scritto al competente ufficio Asl e alla Procura di Busto Arsizio. Nel mirino anche l'ufficio del medico competente. "Chiediamo un intervento immediato"

Già lo scorso anno a Gallarate era emerso il clima non proprio idilliaco tra il Comune e i dipendenti comunali. Adesso il clima è divenuto gelido (in tutti i sensi) e i lavoratori dell’ente passano all’offensiva: i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza hanno infatti presentato un esposto al competente ufficio dell’Asl che si occupa di sicurezza sul lavoro, inoltrandolo anche alla Procura della Repubblica di Busto Arsizio.
Clima gelido, si diceva. Non solo in senso metaforico, dicono Paolo Schiavone e Michele Di Trani, i delegati alla sicurezza: la temperatura bassa è uno dei nodi denunciati all’Asl. «Io al lavoro al Suap, di fianco al Comando Vigili. Il termometro nei giorni scorsi indicava 16 gradi, oggi segna 18 gradi» dice Paolo Schiavone. Nell’esposto si dice infatti che il 7 ottobre i Rappresentanti hanno segnalato al datore di lavoro (al Comune) "le basse temperature di alcuni uffici (16 gradi centigradi), senza che la situazione venisse affrontata e risolta" in questi tre giorni. «Non abbiamo avuto nessuna risposta», dice ancora Schiavone. Ma al di là della temperatura negli uffici, ci sono anche altri problemi denunciati: "l’Amministrazione del Comune di Gallarate, nonostante gli obblighi normativi, non ha mai realizzato il Documento di valutazione dello Stress correlato al lavoro, proseguendo invece in continue modifiche dell’organizzazione del lavoro con aggravio di carichi e situazioni disagevoli, che continuano a peggiorare", scrivono i rappresentanti dei lavoratori. «Fanno il Piano di Performance unilateralmente, roba inutile perché non è stato costituito il premio 2013. E in compenso manca la valutazione dello stress», dice ancora Schiavone, denunciando dunque anche alcuni aspetti economici già sollevati lo scorso anno.

Ultimo fronte: l’attività del medico competente, "che visita il personale presso un ufficio totalmente inadeguato (ex ufficio del personale) e privo di sistemi sanitari (non c’è nemmeno l’acqua per lavarsi le mani)". Secondo alcune testimonianze dei dipendenti comunali, il medico "si rifiuta di sottoporre tutti a visita periodica": "a suo dire chi non usa videoterminali deve essere vistato solo su richiesta", segnalano i sindacalisti.

La rappresentanza sindacale chiede dunque che si assicurino le visite ai lavoratori ("con relativi esami, precedentemente assicurati, per esempio, per i videoterminalisti, dal reparto oculistica del’Ospedale di Gallarate ed ora relegati a semplice visita non specialistica"), che si faccia la valutazione dello stress come previsto e che si faccia la "verifica del microclima di alcuni uffici e ripristino delle normali condizioni di temperatura, al fine di evitare danni alla salute dei lavoratori". Viene anche chiesto di "intervenire con urgenza" per far rispettare le norme e per "tutelare la salute dei dipendenti comunali e degli utenti". L’esposto all’Asl è stato inoltrato anche alla Procura di Busto Arsizio, perché possa "verificare se sono state infrante le normative vigenti a tutela della salute dei lavoratori e delle lavoratrici". Il 17 ottobre è anche fissata una nuova assemblea sindacale, sulla situazione generale delle condizioni, anche economiche. «Finora hanno sempre pagato i lavoratori, paghi anche chi negli anni scorsi ha creato questo disastro».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 10 Ottobre 2013
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