Gli eterni ragazzi “in calzoncini corti” che tengono vivo il Cinema

Sono una decina i volontari che tengono aperta la rinata Sala della Comunità, convertita alla proiezione digitale. La ricetta: coinvolgimento della comunità e prezzo del biglietto sempre ridotto

«Venivo in questo cinema come volontario da quando ero un ragazzino coi pantaloncini corti. Ora ho 57 anni ed è un’emozione unica ogni volta che ci rientro a fare lo stesso lavoro». Sergio Colombo è uno dei dieci volontari che tengono in piedi la sala della comunità, il Cinema Teatro di Uboldo, dove arriviamo con il nostro "tour" per le sale cinematografiche della provincia, dopo essere stati al Pellico di Saronno e all’Incontro di Besnate. 
La struttura di Uboldo è nata nel 1962 ma negli anni ’80 fu costretta a chiudere per gli ingenti costi di ristutturazione. Fino al 2000 circa, quando il parrocco e la comunità di Uboldo decisero di investirci oltre 550mila euro per trasformare l’edificio un cinema teatro all’avanguardia: 368 posti, palco da 13 metri per 10, camerini, schermo cinema da 8 metri per 6, impianto audio digitale, ed oggi, grazie a Regione Lombardia, l’investimento di 50mila euro per il sistema di proiezione digitale che mette in soffita i vecchi proiettori in pellicola. 

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«Non possiamo pensare di fare concorrenza al multisala di Cerro che è qui a due passi – spiega il responsabile della sala Alessandro Colombo -: oltre a essere una sala disponibile per la comunità, per qualsiasi esigenza, facciamo semplicemente delle proiezioni per famiglie, sempre a prezzi ridotti». Il costo del biglietto è infatti di 5,50 euro e all’ingresso c’è anche un comodo bar. 
«In futuro – conintua il responsabile – avremo anche la possibilità di trasmettere in diretta gli eventi. Il macchinario è già predisposto, lo faremo quando avremo nuovi fondi. Da un paio di anni a questa parte anche la stagione teatrale è cresciuta molto grazie al sostegno della Fondazione comunitaria del varesotto. Attraverso questi spettacoli cerchiamo di far si che le persone si avvicinino al teatro». 

Ma il motore di questo cinema, che si trova proprio nella piazza principale del paese, sono i volontari: «Ci vorrebbero almeno altre quattro o cinque persone – prosegue Sergio Colombo -. Così potremo organizzarci meglio e effettuare ancora più proposte. Questa sala è l’orgoglio del paese, tutti la possono usare e siamo felici che ci sia. Dobbiamo rimboccarci le maniche, vorremmo solo un po’ più di passione nei giovani, per portare avanti questa attività». 
«Aprire questa sala dopo 20 anni chiusura è stato come un sogno che si realizzava – conclude il volontario -. Una volta eravamo i ragazzini del paese, oggi siamo tutti dei papà che si rimboccano le maniche. Sembra ancora di avere i pantaloni corti. Siamo un piccolo gruppo ma molto affiatato, ci vorrebbe solo un po’ di coinvolgimento in più da parte dei ragazzi dell’oratorio». 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 marzo 2014
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