Tradizione ed economia: alla Bosina si lavora la lana

Lezione pratica di "sferruzzamento" per le alunne di terza media della scuola di via Vellone. La conclusione di un percorso iniziato dalla tosatura

 Riciclare, riutilizzare, reinventare. Alla scuola Bosina le tradizioni sono materia di studio. Foklore ma anche economia: in un momento delicato come quello attuale, imparare a risparmiare rappresenta un’occasione di crescita consapevole e vantaggiosa.

Così, questo pomeriggio, mercoledì 5 marzo, gli alunni di terza media hanno imparato a fare il sapone ma anche a utilizzare la lana grezza destinata al macero: « Si stima che in Italia siano allevati 8 milioni di ovini – spiega la direzione della scuola di via Vellone – con una produzione media di circa 1,5 chili per capo e una produzione annua di 12 mila tonnellate di lana sucida. La lana è considerata un costo per l’allevatore perchè il ricavato medio della vendita dei velli di razza non selezionata è basso e lo smaltimento costoso».

Da qui l’idea di recuperare quella lana e lavorarla per i propri usi personali: nel progetto della Bosina è coinvolta la ditta "The wool box company" di Biella  che ha deciso di investire sulla lana di scarto. Oggi, nei locali della scuola, il personale dell’azienda ha coinvolto le ragazze nell’utilizzo di questo bene: « Lane autoctone e la riscoperta delle antiche tradizioni casalinghe – ha commentato il presidente Bruno Specchiarelli – sono alla base della formazione che viene proposta. Così si riscoprono antichi saperi e si sostiene la nascita di microeconomie all’interno di contesti rurali».  La scelta della lana è legata al forte legame con il territorio: 100% naturale, ecosostenibile, rinnovabile, efficiente dal punto di vista energetico e biodegradabile: « I ragazzi hanno prima assistito alla tosatura – ha spiegato ancora il Presidente – e poi hanno visitato la sede della società a Miagliano dove arrivano le lane sucide per vedere la divisione, lo stoccaggio e l’imballaggio. In seguito hanno lavato e cardato la lana e poi, presso la Badi Farm  hanno seguito le lezioni sulla feltratura e la tintura».
E mentre le ragazze sferruzzavano, nell’altra aula i compagni si divertivano con la saponificazione, attraverso l’antico processo che passava dalla cenere e dall’olio di oliva: « Una volta ottenuti i saponi, utilizzeranno il feltro per fare delle spugnette saponate».

Un divertimento ma anche una via di conoscenza che porteranno anche all’esame: « Abbiamo previsto, infatti, che all’esame di terza media si sosterrà anche una prova pratica di lavorazione della lana e del sapone. I ragazzi sono entusiasti» ha concluso Specchiarelli

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 05 Marzo 2014
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