Il sindaco più giovane d’Italia è cresciuto e farà solo l’avvocato

Marzio Molinari è cresciuto con la fascia tricolore al petto: dal 2004 ad oggi, o meglio, dall’età di 22 anni quando divenne primo cittadino

Fare il sindaco è un’esperienza che fa crescere. Espressione più vera non ci può essere per il caso di Marzio Molinari, sindaco uscente a Varano Borghi dopo due mandati alla guida dell’amministrazione comunale. Lui, con la fascia tricolore al petto, ci è cresciuto sul serio: dal 2004 ad oggi, o meglio, dall’età di 22 anni, quando divenne il più giovane sindaco d’Italia.
Molinari chiude quindi un’esperienza quasi decennale da amministratore e continuerà a svolgere la professione di avvocato. «È stata una bellissima esperienza che è riuscita anche ad avere la continuità di due mandati – spiega ora che la campagna elettorale che deciderà il suo successore sta per entrare nel vivo -, penso di lasciare un comune ben amministrato e con una situazione economica migliore di come l’abbiamo trovata appena arrivati».

Cioè lascia le casse piene?

Sono quattro anni che il comune è riuscito a non fare ricorso a linee di credito per sostenere la propria gestione corrente, i conti sono in ordine e lasciamo un comune con disponibilità tali che consentono di stare tranquilli e affrontare anche eventuali emergenze più a cuor leggero. In una situazione critica per le amministrazioni comunali vessate da tagli e vincoli questo è già un bel risultato.

Però un comune ha bisogno anche di investimenti, quali sono stati quelli realizzati a Varano Borghi?

Le opere pubbliche realizzate sono state tante ed importanti. Penso al rifacimento del teatro comunale, il rifacimento della piazza, i progetti sulla pista ciclabile realizzati con la Provincia di Varese e quelli fatti con i comuni vicini. Abbiamo seguito progetti che grazie ad investimenti provati hanno riportato a splendere la storica struttura di villa Borghi dove oggi esiste un grande hotel. Sono stati tutti interventi che hanno coinvolto l’impegno del comune in sinergia con altri enti o direttamente attraverso proprie risorse. Ciononostante siamo riusciti a mantenere l’addizionale Irpef allo 0,4% come pochi comuni sono riusciti a fare

Quali sono gli interventi sui quali chi vi succederà dovrà mettere mano?

Un miglioramento importante e sul quale ci dispiace non essere intervenuti abbastanza è l’immobile delle scuole elementari, li bisognerà concentrare gli sforzi per trovare le risorse e metterci mano. Altro di più si può fare nel sociale e aumentando le sinergie con gli altri comuni e le associazioni del territorio. Soprattutto sul versante turistico: con la realizzazione della pista ciclabile i nostri comuni sono effettivamente diventati a vocazione turistica perché attirano un sacco di gente. Ogni sforzo in più nell’accoglienza turistica sarà ben ripagato

Sotto questo punto di vista Varano Borghi possiede anche un patrimonio di storia industriale inestimabile, non avete pensato di valorizzarlo come è successo, per esempio, a Crespi D’Adda?

Verissimo. Però la differenza tra noi e Crespi D’Adda e che la nostra zona industriale è ancora attualmente utilizzata. Abbiamo provato spesso ad interloquire con le aziende che però, oggi che di lavoro e attività ce ne sono sempre meno, è opportuno anche tutelare. Di sicuro si può integrare sempre di più i due aspetti contrattando, per esempio, l’apertuira in determinati momenti della settimana alle visite guidate. In questi giorni abbiamo in pubblicazione il bando per la individuazione di un gestore di un ufficio turistico, a tale soggetto è chiesto esplicitamente di fare promozione del territorio anche con il coinvolgimento degli imprenditori in questa direzione

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 14 Aprile 2014
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