Da Picasso alla Callas, 80 anni di vita dedicati alla pittura per Dolores Puthod

È stata scenografa alla Scala per quasi 10 anni, ha esposto le sue opere in tutto il mondo e fino a giugno è presente alla biblioteca Frera con i suoi quadri: "La mia vita è dipingere"

«Ho più di 4mila quadri in giro per il mondo e dipingere è il mio modo di esprimermi, anche oggi a 80 anni, anche se la vista sta cominciando ad accusare i segni dell’età». Dolores Puthod, pittrice che ha conosciuto i più grandi artisti del ‘900, da Picasso a Zeffirelli, da Pavarotti alla Callas, ha appena esposto a Como e in Vaticano, e fino a giugno sarà presente in biblioteca Frera a Tradate, accompagnando personalmente studenti e visitatori a conoscere le sue opere. 

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Dolores Puthod, 80 anni dedicati alla pittura 4 di 21

Nella foto il quadro realizzato per il bicentenario della Scala con tutti gli artisti che hanno frequentato il teatro (Galleria Fotografica)

«Tutti indossiamo una maschera – racconta Puhod -, per questo le mie opere sono allegre e tristi allo stesso tempo, a seconda della maschera che si vuole indossare. Ho sempre disegnato e ho sempre preso tanti scapaccioni perchè i miei genitori non capivano come volevo esprimermi. Ma ho trovato comunque la mia strada». 

La Puthod negli anni ’70 ha lavorato anche come scenografa per nove anni alla Scala di Milano «ma poi, nonostante le tante soddisfazioni ho capito che quel lavoro mi tarpava le ali come pittrice. Ricevi un bozzetto e lo dovevi riprodurre su grande scala, e questo non è creare. Per una persona che ha tanto da dire questa non è la strada giusta. Ho terminato quindi l’esperienza alla Scala, che comunqeu mi ha fatto conoscere tantissimi artisti, e ho approfondito la commedia dell’arte».
Non senza emozione la Puthod racconta i suoi 80 anni di attività: «Quando non ascolto musica, che per me è una costante anche quando dipingo, chiudo gli occhi e ripercorro la mia vita, tutte le persone che ho incontrato da quando avevo 12 anni. Come quando Picasso vide i miei primi quadri e mi incoraggiò a proseguire. Allora, a quell’età, non potevo capire l’importanza di quell’incontro, della possibilità di vedere spesso quell’artista ed entrare nel suo studio. Ma quei ricordi hanno acuisito importanza negli anni. Poi tutti gli altri che ho incontrato, dalla Callas a Sergio Leone, e tanti altri che mi hanno dato molto con le loro perosnalità. Ne ho incontrati molti e tutti mi hanno dato qualcosa che ha formato la persona che sono oggi, dando la possibilità di realizzare le mie opere». 



di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 maggio 2014
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