Gli artigiani del milanese chiedono la riforma del Fisco

Un sondaggio condotto dall'Unione Artigiani su un campione di 500 imprese, certifica come quella del Fisco sia la riforma più urgente, subito dopo quella del Lavoro e della Pubblica Amministrazione

Gli artigiani milanesi reclamano la riforma del fisco. È quanto emerge da un sondaggio condotto dall’Unione Artigiani e rivolto a 500 micro, piccoli e medi imprenditori di Milano e provincia sulle riforme che si attendono dal governo. Tra i "desiderata" delle imprese anche la riforma del Lavoro e quella della Pubblica Amministrazione. 
Secondo quanto emerge dal sondaggio circa il 70,40% di chi ha risposto ha plebiscitariamente indicato la riforma fiscale volta all’abbassamento della pressione delle tasse su imprese e cittadini. A larga distanza (14,02%) la riforma del lavoro per favorire il rilancio occupazionale e la riforma della Pubblica Amministrazione (9,97%) per semplificazioni e meno burocrazia. Molto meno interessanti le riforme istituzionali (modifica del Senato, abolizione delle Province) pensate per ridurre i cosiddetti costi della politica. Solo per il 3,74% degli artigiani risultano infatti prioritarie rispetto a interventi evidentemente molto più concreti e diretti su fisco, lavoro, burocrazia. In generale, tutti i settori invocano interventi sul fisco.

«La massiccia opzione sulla riforma fiscale – commenta il segretario generale dell’Unione Artigiani, Marco Accornero – non ci sorprende. Anzi, conferma con dati concreti la forte sensazione dell’insopportabile peso dei tributi sulla vita quotidiana degli imprenditori, ma anche dei cittadini. Da tempo facciamo appello alle istituzioni che guidano il Paese affinchè si intervenga sul taglio del cuneo fiscale». Tra i singoli settori artigiani che hanno risposto al sondaggio, primeggia infatti fra tutti l’invocazione verso la riforma del fisco, con punte del 39;80% fra chi si occupa di servizi alla persona, del 77,9% per impiantisti e installatori, del 75% nell’alimentare e nell’artistico. Da segnalare, ma sempre come seconda richiesta, il desiderio di riforme inerenti il lavoro per il 40% del settore comunicazione, informatica e web, e il 33,3% del settore moda che chiede interventi sulla Pubblica Amministrazione.

«Da tempo – conclude Accornero – facciamo appello alle istituzioni che guidano il Paese affinchè si intervenga sul taglio del cuneo fiscale e il risultato di questa indagine rafforza le nostre posizioni. La somma della miriade di tasse, imposte e contributi in Italia dimostra l’esattezza della curva di Laffer: più alti sono i contributi richiesti dallo Stato e, paradossalmente, meno sono i ricavi ottenuti, con grave dissesto dell’economia nazionale. Meno risorse nelle tasche delle piccole imprese e meno spesa per gli investimenti e dunque meno crescita. Meno soldi nelle mani dei cittadini, meno consumi e quindi fatturati interni a picco e deflazione».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 22 Settembre 2014
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