Il Telos marcia in città: “Giorno dopo giorno occuperemo tutto”

Circa 350 persone hanno marciato per le vie del centro rivendicando spazi e annunciando nuove occupazioni nei prossimi giorni. Ma nonostante i timori della vigilia la marcia è stata sostanzialmente pacifica

Sono partiti con quasi due ore di ritardo i giovani chiamati a raccolta dal Telos dopo lo sgombero dello stabile in via Milano che occupavano da cinque anni. Ma all’appello hanno risposto in tanti, anche più delle aspettative. In 350 hanno così marciato per le vie della città e nonostante i timori della viglia la manifestazione è scivolata senza particolari momenti di tensione. Certo, i petardi non sono mancati, qualche scritta è comparsa sui muri e sono stati lanciati di piccoli oggetti ma nulla in confronto al sacco che molti temevano per la città. 

Un timore, quello per possibili disordini, che ha portato a Saronno numerose squadre di intervento di Poliza e Carabinieri che, in tenuta anti sommossa, hanno scortato il corteo e protetto il cuore della città. Nel lungo percorso calcato dai manifestanti, 4 chilometri e mezzo che si sono snodati attorno al blindatissimo centro pedonale, il ritornello urlato, tra gli immancabili insulti ad agenti e militari, era chiaro: "Il Telos non si tocca, lo difenderemo con la lotta". Nonostante la mano di bianco che ha coperto la facciata dello storico centro sociale di via Milano, infatti, i giovani non si rassegnano annunciando tra l’altro nuove occupazioni. E se in pochi sperano di tornare nella vecchia sede, il secondo coro della manifestazione lascia poco spazio ai dubbi: "Fuori dal Telos saremo dappertutto, giorno dopo giorno occuperemo tutto"

 

Ma la questione del Telos agita anche la città. Non tanto per l’insolito pomeriggio per le vie del centro, attraversate e sbarrate dai blindati delle forze dell’ordine. E neanche per le grida, i fumogeni, i petardi o il rombo dell’elicottero che ha scrutato per tutto il pomeriggio i cieli. La città si è interrogata sulle rivendicazioni di spazio portate avanti dai ragazzi del Telos e, tra le tante voci di condanna, qualcuno ha solidarizzato con i manifestanti. «Ci sono tante case sfitte in città -dice una signora che stringe in mano uno dei volantini distribuiti lungo il corteo- che senso ha lasciarle così?». «Non si può bloccare la città in questo modo» le fa eco un altro signore che aggiunge: «Tutti noi facciamo sacrifici per pagare affitti, mutui e bollette; che lo facciano anche loro».  E nel frattempo continuano le occupazioni. Le tre case nelle quali sono entrati i giovani nella giornata di giovedì risultano ancora nelle loro disponibilità mentre il negozio di proprietà comunale invaso venerdì risulta essere stato sgomberato e sigillato dalla Polizia Locale.

 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 27 Settembre 2014
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